Rocca di Papa porta ancora i segni degli attacchi aerei del ’44

0

bucoROCCA DI PAPA /storie –Un proiettile forò la porta di una cantina che non è stata mai riparata

 

Era il 25 maggio 1944. Rocca di Papa aveva già vissuto quei momenti. Il rombo degli aerei aveva messo in allarme la cittadina. Di lì a poco nuove bombe, sganciate dagli aerei angloamericani, sarebbero cadute con furia devastante, proprio come quell’infausto giorno di San Valentino.

 

Prima il mitragliamento. L’incursione aerea degli alleati anticipava così l’arrivo delle bombe, su una cittadina stremata dalla miseria e dall’occupazione tedesca. La popolazione trovava riparo nei rifugi e nelle cantine, ammassati dove si poteva, in attesa della pace.

Franco Carfagna era in braccio a suo padre, lo teneva stretto tra le braccia. Si trovava a casa della nonna al numero 5 di via Acthermann.

Più avanti, passando per piazza “Vecchia” e proseguendo lungo vicolo di piazza Vecchia, all’altezza dell’incrocio con via del Crocifisso, è ancora visibile, sulla grata di una cantina il foro aperto dai colpi sparati nel lontano 1944.

Il proprietario della cantina, Luigi Guidi, non ha mai provveduto a cambiare l’inferriata. Il foro è rimasto lì dai tempi del secondo conflitto mondiale.

Per molti è un semplice foro in una porta. Per Franco, che allora aveva sette anni, e per tanti suoi coetanei, è invece il simbolo di una Rocca di Papa colpita nel profondo, piena di macerie e di morte, è il simbolo della paura e del dolore, dell’impotenza e della tragedia. E’ il monito dato alle generazioni future, è l’invito a camminare con sguardo attento e viva curiosità tra i vicoli del nostro centro storico.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com