Gli autovelox, normativa e risultati, spiegati dal comandante Onesti

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ROCCA DI PAPA / attualità – Alcune voci sollevatesi di recente, insieme alle  lamentele di cittadini sanzionati per il superamento del limite di velocità, hanno spinto il comandante della Polizia Locale Patrizio Onesti a intervenire sulla tematica degli autovelox.

 

IL QUADRO GENERALE – “Le direttive europee 2003/102/CE e 2008/96/Ce in materia di sicurezza stradale, tendenti a ridurre nel corso dei successivi 10 anni,  il numero delle vittime da incidenti stradali del 50%, imponevano ai vari Stati di porre in essere tutti gli accorgimenti tecnico operativi, e gli interventi infrastrutturali necessari  a raggiungere tale obiettivo.

 

In questa ottica si sono sviluppati i sistemi tecnologici e le modifiche strutturali che hanno consentito la riduzione del numero di vittime di incidenti stradali, scesi  in Italia dai 6.065 del 2003 fino ai 3.653 del 2012.

Naturalmente a produrre tali soddisfacenti risultati hanno contribuito le case automobilistiche impegnate a mettere sul mercato autovetture dotate di sistemi di sicurezza sempre più evoluti, le migliorate condizioni delle strade, l’introduzione delle rotatorie, i controlli della velocità con l’autovelox ed i  tutor sulle autostrade ed i controlli con gli etilometri sull’abuso da alcool e gli esami tossicologici per l’uso di stupefacenti.

Altro argomento di discussione può essere quello dei costi sociali.

In occasione di incidenti stradali con feriti, a carico della collettività si pongono le spese per il pronto soccorso, per i ricoveri ospedalieri, per le eventuali riabilitazioni, le spese per le assenze dal lavoro, per le pensioni di invalidità e per i risarcimenti alle vittime.

E’ chiaro quindi che lavorare per ridurre il numero degli incidenti stradali, significa contribuire a ridurre i costi sociali, a far diminuire il costo dei premi assicurativi,  ma soprattutto a ridurre  le sofferenze dei feriti e il dolore  dei familiari delle vittime.

E questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per coloro che a vario titolo lavorano per raggiungere  tale obiettivo e di apprezzamento da parte di tutti i cittadini.”

LA SITUAZIONE A ROCCA DI PAPA – “Questa introduzione si è resa necessaria per far comprendere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione comunale ed il Comando di Polizia Locale di Rocca di Papa ad adottare da quasi dieci anni lo strumento autovelox, quale deterrente per diminuire la velocità media di percorrenza sulle strade urbane, elemento che ha permesso una consistente riduzione del numero di sinistri e  negli ultimi anni il verificarsi di incidenti stradali con esito mortale.

Occorre precisare che nel corso degli ultimi cinque anni, il numero dei verbali elevati con l’autovelox, è progressivamente diminuito, a dimostrazione dell’efficacia  del suo effetto di  prevenzione.”

LE POLEMICHE – “Per tornare alle polemiche sull’argomento, quando si asserisce che “gli automobilisti sono il bancomat del Comune”, bisognerebbe aggiungere per loro almeno l’aggettivo “indisciplinati”, trattandosi di cittadini che hanno infranto una norma del codice della strada, e superato un limite di velocità che garantisce la sicurezza di tutti gli altri utenti della strada.

Così come quando si dice l’autovelox è uno strumento di “repressione teso a fare cassa”, si disconosce quanto fin qui detto, e si evidenzia solo l’aspetto più “populistico”, omettendo di dire che i proventi delle sanzioni,  ormai tra le poche entrate per i  Comuni, contribuiscono a far funzionare la macchina amministrativa e  a dare risposte e servizi ai cittadini, soprattutto in tema di sicurezza stradale.

Occorre infatti ricordare che ai sensi dell’art 208 del C.d.S, attraverso i proventi delle sanzioni, si interviene per l’installazione e la manutenzione della segnaletica stradale, alla costruzione e manutenzione di nuovi tratti di strada, alla realizzazione di marciapiedi, di pubblica illuminazione e alla dotazione, formazione ed equipaggiamento degli addetti di Polizia Locale.

Resta difficile capire come si  possa equiparare una multa subita a fronte di una infrazione al C.d.S, ad una tassa che è un tributo dovuto dal cittadino  a fronte di servizi erogati.

Quando poi si scende sulla retorica, si corre il rischio di non vedere che le postazioni autovelox operano su strade periferiche del paese, e non interferiscono sulle attività commerciali e gli interessi della comunità, che anzi plaude al fatto che automobilisti indisciplinati,  e magari già sanzionati, scelgano percorsi alternativi.

Sarebbe piuttosto interessante capire come si conciliano le pressanti richieste di sicurezza stradale e di controllo della velocità formulate da alcuni consiglieri comunali e da molti cittadini, con la richiesta di riduzione o abolizione del servizio autovelox proposti da altri.”

I CONTROLLI – “Il Comando di Polizia Locale esegue i controlli su tratti di strada  su cui è installata apposita segnaletica stradale, con le autovetture di servizio ben visibili in entrambe i sensi di marcia,  con personale tecnico e Agenti in divisa, e dopo aver informato gli utenti, senza  intenti vessatori e mimetismi, nel pieno rispetto delle normative dettate dal cosiddetto Decreto Maroni.

Per quanto riguarda gli armadietti posti su Via Ferri e Via Rocca Priora, si rappresenta che non sono “postazioni fisse”, per l’installazione delle quali occorre un decreto prefettizio, ma semplicemente un presidio utile ad indurre ad una riduzione spontanea della velocità, ed utilizzabili periodicamente quali “postazioni mobili” mediante la presenza di Agenti di Polizia Locale.”

LE CONSIDERAZIONI – “Sgomberato il campo da superficialità e luoghi comuni, se si vuole intavolare una discussione più seria sull’argomento, mi pregio di introdurre alcune considerazioni sulle quali ragionare.

L’art. 142 (limiti di velocità), prevede una tolleranza di  5 Km/h oltre il limite imposto,  per poi sanzionare col comma 7  il superamento di velocità da 1 a 10 Km/h, col comma 8  da 11 a 40 Km/h, e col comma 9 oltre i 40 Km/h.

E’ chiaro che equiparare il superamento del limite di velocità di 11 Km/h con  40 Km/h è almeno incongruente.

E’ proprio questa formulazione dell’art. 142 del C.d.S. che rende antipatico uno strumento invece indispensabile per il controllo della velocità e per migliorare la sicurezza stradale.
Introdurre una tolleranza di 10/15 Km/h, e creare una fascia intermedia sul comma 8, già renderebbe più razionale la norma.

Detto ciò, occorre dire con chiarezza che non sarebbe logico elevare i limiti di velocità imposti, poiché malgrado questi, registriamo passaggi  di veicoli lanciati fino a 120/150 Km/h su strade dove vige il limite di 50/70 Km/h.
Se solo riuscisssimo a confrontarci su tali tematiche senza preconcetti e senza sterile polemica, forse potremmo iniziare un percorso nuovo di confronto civile.”

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