I Castelli puntano sul turismo equestre ma il Centro federale rimane chiuso

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ROCCA DI PAPA / attualità – Al convengo sulle Ippovie del Lazio in Comunità montana di venerdì scorso si è parlato anche della struttura dei Pratoni del Vivaro

Come si poteva non fare accenno al Centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro nella giornata di presentazione degli interventi sulla sentieristica castellana, ma più in generale regionale, tenutasi venerdì presso la sede della Comunità montana a Rocca Priora.

Al workshop hanno preso parte, oltre che i due sindaci, Pasquale Boccia di Rocca di Papa e Damiano Pucci di Rocca Priora, anche il presidente dell’Ente montano Giuseppe De Righi, il direttore generale del Parco dei Castelli romani Tommaso Macherucci, il presidente della Fise Lazio Giuseppe Brunetti e il consigliere regionale Simone Lupi.

Parliamo di oltre 700km di percorsi senti eristici (le Ippovie) in tutto il Lazio che attraversano 77 comuni, 5 province, 1 0 parchi regionali e 22 siti di interesse comunitario, dedicati al cavallo e alla promozione della pratica dell’equitazione, che si intersecano all’Itinerario dei santuari (circa 80 km), che da Rocca di Papa – ma si spera di partire da Castel Gandolfo per la valenza religiosa che ha – arriva fino alla Mentorella, uno dei più famosi Santuari del territorio, caro a Giovanni Paolo II, che collegherà i Castelli con l’area Prenestina.

Il consigliere Lupi ha invece presentato la proposta di legge sul turismo equestre, di cui è cofirmatario, che mira a valorizzazione l’equitazione attraverso finanziamenti mirati, agevolare la creazione di nuovi circoli ippici e la modernizzazione di quelli esistenti, e sviluppare la pratica dell’Ippoterapia. “La Regione Lazio . ha dichiarato Lupi – deve riconoscere un ruolo fondamentale al cavallo come perno per lo sviluppo del turismo naturalistico e sportivo del nostro territorio”.

Ma in tutto questo, il fulcro dell’equitazione italiana nel Mondo, il Centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro, è chiuso. “E’ un dolore immenso andare ai Pratoni e vedere le catene ai cancelli di un bene che non è del Coni ma è della comunità” ha dichiarato Il sindaco Boccia.

“Sono in difficoltà – ha dichiarato in merito Brunetti – perché rappresento una federazione in profonda crisi, commissariata, e che non riesce a dare risposte concrete. Far emergere le responsabilità di questo fallimento è difficile e la riapertura del centro non dipende da un unico ente. Nei tanti tavoli convocati dal sindaco di Rocca di Papa pare sia emersa una via d’uscita – quella di una nuova gestione affidata all’Accademia Caprilli del campione Mauro Checcoli – ma che ancora non si è concretizzata”.

“Vedo un pericolo – ha affermato Mascherucci -. Dobbiamo difendere il Cef come importante risorsa pubblica per il territorio”.

E mentre si parla di rilanciare sul nostro territorio un turismo di qualità, come ci chiede l’Europa, fatto non solo di bellezze naturalistiche ma anche di servizi, lasciamo al degrado e all’abbandono una struttura che ha raccontato tanto negli anni, sulla cui preziosissima terra hanno cavalcato campioni mondiali, e che potrebbe certamente contribuire ad affermare i castelli come perno turistico, culturale e sociale del mondo ippico.

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