I brani di Piero Botti racchiusi in un disco

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ROCCA DI PAPA / storie – Uno straordinario Piero Botti, il caparbio chansonnier (come lui stesso si definisce) dal bisogno dilagante di comunicare l’universo interiore, che sia a teatro o dietro a una tastiera, presto uscirà con il suo primo disco.

 

Protagonista di molte serate roccheggiane, all’insegna della poliedricità, tra poesia, musica e gli elogi alla sua amata Rocca di Papa, come pure al teatro civico con opere di cui lui è sicuramente il factotum,  Piero, subito dopo Pasqua realizzerà il sogno di vedere incisi alcuni dei suoi testi più recenti.

 

Reduce della pubblicazione della sua canzone per Natale “Brilla che è una bellezza” dedicata alla stella cometa di Rocca di Papa, all’interno del cd “Note di Natale” insieme ad altri famosi successi, ecco un disco con ben otto canzoni, di cui Piero Botti è autore di testi e musica.

I brani, arrangiati dal noto Gimmy Tamburrelli, rispondono a un’esigenza dell’anima, che non vive senza parola, senza un palcoscenico, senza un pubblico, avverso o magnanimo che sia.

E Piero lo sa bene, e lo racconta nelle sue canzoni.

Otto brani che declinano l’essenza dell’artista, un attore teatrale in primis, che fa poesia e si cala in mille personaggi. Ma c’è anche tanto di sé, del suo bisogno di emozionare e di emozionarsi, delle difficoltà, del coraggio di figlio, dei suoi affetti e della sua passione per il palcoscenico.

Oltre all’inno al simbolo natalizio boccheggiano per eccellenza, l’album conterrà: “L’Aquila e il lupo”, una storia d’amore improbabile che narra di un incontro tra due realtà agli antipodi;

L’incontro sulla via lattea”, toccante poesia dedicata a un amico scomparso;

La torta con la chiara d’uovo”, che, memore della serata non proprio riuscita di questa estate alla Fortezza, narra dell’amore verso la mamma, nei cui occhi trova la forza e il coraggio di non fermarsi mai, di essere sempre quel guerriero che lei si aspetta, deliziato da un gustoso, quanto nostalgico dolce;

La tifosa con gli occhiali”, dedicata a una fan della A.S. Roma;

“La canzone di don Diego”, per gli eroi che nessuno vede;

La canzone per Mimì Labell”, che anticipa lo spettacolo che è in preparazione con la sua Domus Artis, e infine

L’ultima grande nevicata a Roma”, nella quale Piero ha immaginato di essere un romano che guarda stupito una bufera di neve, e in quel candore trova l’essenza delle cose.

 

Testi da assaporare più che leggere, un disco da sentire col cuore più che con le orecchie.

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