Giulietto Chiesa: ”L’Europa deve uscire dalla Nato”

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ROCCA DI PAPA/attualità – Al convegno promosso a Rocca di Papa, il giornalista e scrittore ha tracciato un profilo preoccupante dell’Europa dei prossimi mesi, tra il rischio concreto di una nuova guerra mondiale e la lotta per le forniture di gas

di Fabrizio Giusti

 

La biblioteca di Rocca di Papa ha ospitato ieri pomeriggio il giornalista ed ex parlamentare italiano Giulietto Chiesa in una conferenza dal titolo “Crisi italiana e crisi europea”. L’incontro, promosso da ”Il Piccolo Segno”, voleva aprire un orizzonte di riflessione e di confronto sulla crisi internazionale che ha colpito in particolare i paesi mediterranei, ponendo gravi interrogativi sull’Europa e sulla politica economica in Italia come in altri paesi. Il dibattito, moderato da Gennaro Spigola, ha tracciato un futuro a tinte scure per il vecchio continente, ostaggio – secondo Chiesa – di un’aggressione evidente degli interessi americani.

”Stiamo vivendo – ha affermato il giornalista introducendo il suo intervento – in un clima di disinformazione totale e di menzogne ripetute. Per quale motivo? Perchè sta riapparendo il nazismo al centro dell’Europa? Chi lo ha portato in Ucraina? La verità è che andando avanti di questo passo inizierà la terza guerra mondiale. La domanda è: chi ha consentito che accadesse tutto questo? Gli Usa. Vorrei ricordare il tal senso una dichiarazione del segretario di Stato Victoria Nuland, che lo scorso dicembre ha affermato che gli Stati Uniti hanno investito 5 miliardi di dollari al fine di dare all’Ucraina ”il futuro che merita». Questi soldi sono serviti per l’addestramento di bande dichiaratamente naziste che si ispirano a Stepan Bandera”. Bandera fu un politico ucraino, capo della Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e il fondatore dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), nonché collaborazionista e filo-nazista. A lui si ispirano i moderni movimenti neonazisti ucraini. Chiesa ha denunciato questa manovra, atta a destabilizzare la politica ucraina e il suo futuro. ”Gli Usa – dice – sono al collasso economico e finanziario e vogliono liquidare la Russia di Putin. In Ucraina ci sono 12 milioni di russi, ma nessuno ve lo racconta. E’ stato destituito un capo del governo legittimato dal voto popolare, Yanukovich, per fare in modo che gli americani si impossessassero della nazione. Non è Putin a minacciare l’Ucraina, sono gli Stati Uniti ad averci messo le mani, piazzando a Kiev un governo di nazisti, con sei ministri che si dichiarano tali e che vogliono aiutare l’ingresso della Nato alle porte di Mosca. Pensate che i russi non reagiranno a questo affronto?”.

Chiesa propone soluzioni immediate prima che tutto precipiti inesorabilmente verso la crisi. ”L’Italia – sentenzia – deve uscire dalla Nato e riprendersi la sua sovranità. Anche se sarà difficile promuovere certe idee in un Parlamento Europeo che non decide nulla. Cosa andremo a votare o sceglieremo il prossimo 25 maggio se non sappiamo nemmeno cosa sta accadendo? Ricordo, inoltro, che in Ucraina passano i gasdotti per l’Europa. Il nostro gas per il 53% viene da lì. Chi ha in mano i rubinetti di questa energia fondamentale ha in mano il vecchio continente. Sappiamo che il governo ucraino punta alla privatizzazione del gas, attraverso le grandi multinazionali statunitensi. Di conseguenza tra due o tre anni è probabile che le nostre coste siano piene di rigassificatori”. Per fronteggiare questo scenario di guerra e di dominio per le fonti energetiche, l’ex parlamentare chiede un’Europa forte e democratica. ”Questa Europa – afferma – è soggetta agli Usa. E guidata dal Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington, dalla BCE, con sede a Francoforte e centro di tutte le banche di investimento a guida americana, e da un’Unione Europea che ha come presidente Barroso, un uomo non eletto da nessuno e in cui emergono politici e vertici che non sono altro che maggiordomi dei banchieri”.

Lo scrittore traccia poi l’idea della futura geografia politica del nuovo parlamento UE che andremo a votare. ”Ci saranno due poli, il PPE e il PSE, dove aderirà il PD, partito che di socialista ormai non ha più nulla visto che è diventato una nuova destra tinta di rosa. Poi ci saranno gli euroscettici, in forte avanzata. Per avere un’Europa forte sarà necessario quindi uscire dalla Nato, per non correre il rischio di avere una crisi simile a quella dei missili a Cuba nel 1962. La lista Tsipras in questo senso può costituire un baluardo, ma capite bene che la situazione è complessa e assolutamente delicata”.

 

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