L’Archivio Mitrokhin si svela: le armi del Kgb anche nei pressi di Rocca di Papa

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ROCCA DI PAPA/ attualità – L’Unione Sovietica era pronta a reagire ad un Colpo di Stato in Italia. Parte dell’arsenale nei pressi di Roma era nei Castelli Romani

di Fabrizio Giusti

“Kollo”, “Fossa” e “Bor”. Erano questi i nomi in codice di tre magazzini di armi, tutti intorno a Roma, organizzati e gestiti dal Kgb, il servizio segreto dell’Unione Sovietica. Due erano di questi nei Colli Albani: uno situato tra Rocca di Papa (ove è presente il sito militare dell’Aeronautica) e Albano Laziale, l’altro non lontano dalle zone di Colle di Fuori (Rocca Priora) e Carchitti. Il terzo era posizionato vicino Riano. Le armi, custodite nei pressi della Capitale così come in tante altre città italiane, erano pronte ad essere utilizzate in caso di un colpo di Stato di destra, a disposizione dei militanti comunisti italiani. La notizia, in Italia, è stata raccontata da Vittorio Sabadin sul quotidiano ”La Stampa” (LEGGI).

La storia è emersa dagli archivi del funzionario del Kgb Vasilij Nikitič Mitrokhin, un’incredibile documentazione già pubblicata ad inizio del 2000. La differenza è che ora, dopo 14 anni, può essere nota al pubblico. Per molti anni le carte sono state visionati solo dai servizi segreti occidentali. Desecretati 19 sui 33 complessivi, i file sono ora disponibili grazie all’iniziativa presa dal “Churchill Archives Centre” dell’Università di Cambridge.

I magazzini di armi – secondo quanto appreso – erano protetti da alcune trappole esplosive e solo alcuni funzionari addestrati potevano averne accesso. Negli anni della guerra fredda, in cui la la Nato alimentava l’Italia di depositi d’armi con l’operazione ”Gladio” contro una possibile invasione comunista, l’Unione Sovietica faceva esattamente la stessa cosa nei pressi delle maggiori città italiane. I castelli romani, in questo senso, furono scelti dai russi come destinazione di un deposito pronto ad essere aperto in qualsiasi momento di emergenza, in un clima da guerra civile potenziale. Fatto che acquisisce ulteriori spunti di riflessione se pensiamo, come accennato all’inizio, della vicinanza tra la base militare posta su Monte Cavo e il deposito sovietico svelato nel dossier.

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