Bassolino, un viaggio tra passato e futuro

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ARICCIA – Successo per l’iniziativa promossa dai Comuni di Rocca di Papa ed Ariccia

E’ nella fascinosa sala Maestra del Palazzo Chigi ariccino che Antonio Bassolino, per anni sindaco di Napoli e Presidente della Regione Campania, ha compiuto il suo viaggio a ritroso, attraverso il ‘fil rouge’ della sua vita prestata alla politica, per presentare ad una gremita platea l’ultima sua fatica letteraria.

‘Le Dolomiti di Napoli. Racconti di politica e vita’ il titolo del volume sul quale l’ex Ministro del Lavoro del Governo D’Alema ha lungamente discusso nell’iniziativa promossa dai Comuni di Ariccia e Rocca di Papa, di concerto con la BCC Toniolo di Genzano. Al suo fianco proprio i sindaci dei due Comuni castellani, Emilio Cianfanelli e Pasquale Boccia, che col presidente del consiglio ariccino, Luisa Sallustio, si sono uniti al giornalista Luigi Jovino, prima di cedere il proscenio all’atteso approfondimento dell’ex sindaco partenopeo. ‘Don Antonio’, come lo hanno affettuosamente ribattezzato molti dei convenuti, ha svelato come la sua grande passione per le montagne abbia dato il là ad un libro in cui le Dolomiti sono riscontrabili sia nei promontori della Costiera Amalfitana che “nelle irte salite e nelle altrettante rapide discese della vita”. Un libro che non può ridursi ad un saggio politico e neppure ad una autobiografia in senso classico, quanto ad una riflessione in cui emerge non tanto il Bassolino politico, ma anche e soprattutto l’uomo, “in un viaggio dentro me stesso, tra lo ieri e l’oggi, che è anche un viaggio nella memoria, alla ricerca di quella identità sulla quale va fondato il nostro presente”. Quelle Dolomiti di Napoli che non si troveranno mai in una cartina geografica, “ma che esistono dentro di me – ha ribadito il 67enne esponente politico campano – visto che la politica è proprio come una montagna, e se quando sali hai di fronte a te la roccia, che ti dà fiducia e ti fa sentire tranquillo, quando scendi hai il burrone dinanzi a te. Con l’esperienza – ha aggiunto lanciando una stilettata a tanti compagni di cordata – impari addirittura che il burrone di sinistra può essere persino più pericoloso di quello di destra, visti i pericoli che possono celarsi dietro il fuoco amico”.

Si è un po’ sentito a casa, Antonio Bassolino, quando ha scoperto di essere contornato da tanti conterranei di quella sua Napoli capace di autodisseminarsi in tutto il mondo, come l’etnomusicologo Nando Citarella, che ha incantato i presenti con un assaggio della rinomata musica napoletana. Un Bassolino che proprio nella stessa Ariccia, come da lui nostalgicamente ricordato, frequentò l’allora scuola sindacale della Cgil, dando inizia ad una carriera politica che lo ha visto raggiungere il culmine a partire dagli anni ’90, quando divenne sindaco della sua Napoli, prima ancora che Governatore della Campania e Ministro del Lavoro nel governo D’Alema. Un’esperienza, quest’ultima, che lo legò indelebilmente a Massimo D’Antona e Marco Biagi, per i quali l’ex Governatore campano non ha mancato di esprimere “rammarico per il loro tragico epilogo, che tanto più nel caso di Biagi, venuto meno l’effetto sorpresa, doveva essere sventato”.

Da dove ripartire per far fronte alla crisi dei tempi moderni? Su questo Bassolino non ha mostrato alcuna esitazione: “dopo il nulla vi è il null’altro e solo riconoscendo la straordinarietà della nostra storia e la peculiarità delle nostri radici, correggendo gli errori commessi nel passato, si potrà avere la presunzione di andare lontano. Per anni – ha aggiunto bacchettando la sinistra dei decenni scorsi – il nostro principale limite è stato quello di non aver saputo rompere il cordone ombelicale che ci legava all’Unione Sovietica e che per tanto tempo ci ha impedito di essere una vera forza di governo”.

In primo piano, nel suo libro, anche la malattia che due anni fa lo costrinse ad un ricovero d’urgenza. “Di quell’esperienza porto in dono l’insegnamento proveniente dal mio sangue – ha chiosato Bassolino –; non solo il mio corpo ma anche la politica si è dimostrata malata, e mentre nel mio caso i medici sono riusciti a fermare l’emorragia, ancora non si è riusciti a porre un freno a quella che attanaglia la politica italiana, come facilmente intuibile dal drammatico livello raggiunto dall’astensionismo nelle recenti consultazioni elettorali”. Come uscirne? “Ripartendo dalle cose concrete, facendo percepire ai cittadini che davvero la politica può essere al servizio dei cittadini”.

Parole che in precedenza erano state anticipata dal Sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia, che ha ricordato ai convenuti come “la politica debba sfuggire dai reticolati degli apparati, per dare un contributo alla collettività fondando il proprio apporto sulla base di una costruzione sociale che si nutra di fantasia e sappia ergersi proprio sulle straordinarie fondamenta che la cultura sa offrire. Il potere è servizio – ha concluso Boccia, rifacendosi alla metafora delle Dolomiti ‘bassoliniane’ – e quando non lo si detiene più bisogna saper scendere dalla vetta, in una discesa che solo la cultura e l’amore per la propria terra può rendere più agevole”.

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