Dolori al basso ventre, partorisce inaspettatamente il quinto figlio

0

urloROCCA DI PAPA / Storie –  L’emarginazione sociale alla base dell’esperienza vissuta da una giovane marocchina residente a Rocca di Papa

Sarà forse l’italiano masticato a stento o l’espressione di un volto dai tratti somatici tanto belli quanto impassibili, probabilmente perché già induriti dall’amarezza della vita o semplicemente perché espressione di una cultura altra, già pronta e avvezza alle dune del destino, che le parole di una giovane donna marocchina – che in questo articolo chiamerò Ella -, mentre cerca di raccontare la sua esperienza di solitudine ed emarginazione, quasi sfuggono alla reale tragicità per trasformarsi in consuetudine.

Accompagnata dal marito, che di mestiere vende abiti da lavoro, e con una piccola di pochi anni che le stringe la gonna tra le dita, Ella inizia a parlare mentre tra le braccia stringe un’altra piccola di soli 5 mesi. L’ultima arrivata di cinque figli, un maschio e 4 femminucce, della cui presenza non se ne seppe  nulla fino al momento del parto.

 

Ella, giunta in Italia e residente a Rocca di Papa, sposata nel 2003 all’età di 14 anni, di gravidanze ne aveva affrontate ben 4, ma dell’ultima, mentre ancora allattava, nessuno se ne era accorto.

Recatasi all’ospedale di Frascati dopo circa due mesi dal parto per delle perdite di sangue, la diagnosi fu “infezione alle vie urinarie” e un antibiotico la cura.

 

I mesi passarono con un ciclo mestruale pressoché normale e ancora la bambina da allattare. A febbraio di quest’anno dolori forti al basso ventre spingono Ella a recarsi a Velletri, all’ospedale Colombo, e qui, subito ricoverata, il giorno dopo mette al mondo un’altra bimba. Due chili e 400 grammi per la nuova arrivata, messa subito in incubatrice, ma che ora sta bene e affronta la vita.

 

Lo racconta quasi con normalità Ella. Un’esperienza già messa in cantina forse, distratta dagli impegni di mamma, ma che, se non direttamente dagli interessati, dovrebbe far scattare un campanello di allarme in chi ascolta. Il racconto, sebbene tradito dall’essenzialità del linguaggio, mette a nudo la difficoltà di una donna straniera nel chiedere aiuto e nell’essere ascoltata, capita e aiutata, la mancanza di appigli sanitari adeguati e, ancora purtroppo, l’isolamento vissuto dalle frange straniere presenti sul nostro territorio.

Fortunatamente però, una storia a lieto fine.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com