Il posto dove le donne ridono per protesta

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In Turchia un esponente del governo pensa sia immorale che le ragazze e le signore ridano in pubblico. Ed è il festival dell’allegria sui social network

Il governo conservatore del primo ministro turco, Recep Erdogan, dopo aver bacchettato il popolo sui baci in pubblico, social network o alcol, fa parlare di sé per la ”lotta contro il sorriso delle donne”.  Il vicepremier e portavoce dell’esecutivo, Bülent Arinç, pochi giorni fa, in un incontro pubblico, ha affermato: ”Una donna sa cosa è morale e cosa è immorale. Per questo non riderà in pubblico, non assumerà atteggiamenti ammalianti e proteggerà la sua castità”. La reazione non si è fatta attendere: i social network sono stati invasi da foto di ragazze e signore sorridenti. Un festival dell’allegria, una rivendicazione di libertà gioiosa a fronte di un consiglio triste ed oscurantista.

Ogni nazione, in qualunque parte del mondo, specie di questi tempi, ha bisogno di donne che ridano. Il suono di una bella risata vale è terapeutico. Sopratutto in una nazione come la Turchia, dove i fenomeni come quello delle spose bambine, dei delitti d’onore o della violenza domestica, stanno minando i comportamenti di una società ritenuta laica.

Ridere è un atto di speranza e di vita. Imporre di non farlo è un atto di crudeltà nei confronti di ogni essere umano. Charlie Chaplin, in tal senso, pronunciò una frase che vale più di ogni riflessione intellettuale: ”Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. Ricordiamolo.

 

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