Se Rocca di Papa la sera chiude

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ROCCA DI PAPA – Alle ore 21 serrande abbassate ovunque. Poche le eccezioni. In questo modo è impossibile risalire la china

Rocca di Papa, a rigor di logica, sarebbe un comune turistico. Il condizionale è d’obbligo. I locali, nel periodo tra giugno e settembre, secondo i regolamenti affini alle cittadine a vocazione ricettiva, dovrebbero osservare un orario che consenta attrazione, eventi, iniziative, dinamismo, capacità di creare economia e anche occupazione. ”Se non mi vendo, non vendo; se non investo, non realizzo”, questo si dice. A Rocca di Papa non si vende e non si investe. E non è colpa solo dei commercianti, ma di un’organizzazione della società che con gli anni sta andando verso una pericolosa ”desertificazione”, nonostante tutti gli sforzi delle associazioni e dei volenterosi cittadini che ogni anno, nei mesi estivi, provano a dare un senso al borgo antico e ai vari quartieri del paese, con la giusta filosofia di legare il tessuto sociale roccheggiano in modo unitario.

Le singole iniziative possono riuscire, ma risulteranno sempre un salto in avanti troppo corto se non saranno supportate da un’organizzazione commerciale adeguata anche sul piano della proposta e dell’offerta, naturalmente concertata tra tutti gli attori del nostro settore culturale, produttivo e sociale. Resta il fatto che continuare così non è possibile. Una cittadina che vuole ritagliarsi uno spazio nei circuiti turistici locali e regionali non può spegnere le luci e abbassare le serrande alle 21, in pieno agosto.

 

 

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