Housing sociale: nuova opportunità o no?

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ROCCA DI PAPA/ attualità – La proposta circola da mesi nella politica locale, ma per ora è solo un progetto nel cassetto. Ma c’è chi considera già l’opportunità di applicare simili criteri per ripopolare il centro storico

A Rocca di Papa, almeno nelle sedi istituzionali, il dibattito è già presente e presto, probabilmente, diventerà materia di confronto anche in città: si chiama Housing sociale, circola sa mesi negli ambiti politici e potrebbe trasformarsi in una nuova opportunità per andare incontro alle esigenze della popolazione oppure, qualora adottata, in un inutile consumo di territorio.

A Rocca di Papa non esistono al momento aree destinate allo scopo di realizzare interventi di edilizia economica e residenziale. Sopratutto il consigliere di minoranza Enrico Fondi ha messo in campo la necessità di riaprire il dibattito in questo senso, chiedendo di procedere a programmare, anche in sede di una recente riunione di commissione urbanistica, una reintroduzione di questo tipo di opere. Passata l’estate, sicuramente la questione tornerà di attualità.

La liberalizzazione dei canoni di affitto, i prezzi dei valori immobiliari alle stelle, la difficoltà di famiglie e giovani coppie ad avere accesso al credito, infatti, hanno determinato una crisi abitativa importante per quella fascia di popolazione che non ha denaro e disponibilità per accedere a un mutuo. Da qui la necessità di avviare politiche di edilizia sovvenzionata e di housing, coniugando anche il recupero delle abitazioni esistenti da destinare alle famiglie più bisognose. La procedura però non sarà così facile, né la sua realizzazione. A Rocca di Papa, attualmente, esiste anche un fenomeno di spopolamento del centro storico su cui, forse, dovrebbe essere allargata la discussione anche in funzione di queste proposte. Inoltre non è possibile stabilire ancora, al di là della buona volontà, se ci siano reali necessità di abitazioni di questo tipo sul territorio e se l’housing in sè sia la risposta giusta, visto che in molte parti d’Italia tali interventi hanno avuto esiti contrastanti. Esiste la concreta possibilità, prima di passare ad un iter ufficiale, che venga fatta infine una ricognizione dei terreni di proprietà pubblica su cui realizzare gli interventi, includendo anche le abitazioni del centro storico non affittate. Non è esclusa la possibilità, quindi, di applicare determinati provvedimenti senza allo stesso tempo realizzare nuovi immobili attraverso lo sfruttamento di costruzioni preesistenti. Che sia nella sintesi non invasiva la vera soluzione? Se ne saprà di più in futuro.

 

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