Oggi mi sento un po’ più solo. Ricordo di Robin Williams

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E’ morto a 63 anni il grande attore americano

”Lo so che giunti al termine di questa nostra vita tutti noi ci ritroviamo a ricordare i bei momenti e dimenticare quelli meno belli, e ci ritroviamo a pensare al futuro cominciamo a preoccuparci e pensare “io che cosa farò, chissà dove sarò, da qui a dieci anni”. Però io vi dico, ecco guardate me, vi prego, non preoccupatevi tanto, perché a nessuno di noi è dato soggiornare tanto su questa terra. La vita ci sfugge via e se per caso sarete depressi, alzate lo sguardo al cielo d’estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata, quando una stella cadente sfreccerà nell’oscurità della notte col suo bagliore esprimete un desiderio e pensate a me. Fate che la vostra vita sia spettacolare”. Il professore John Keating, protagonista del film capolavoro ”L’attimo fuggente”, ha scritto già tempo fa il testamento di Robin Williams, che in fondo può essere quello di tutti noi alla fine della nostra esistenza.

Puoi essere solo anche se il mondo ti ama. Questa è una tragica verità. Robin Williams ha vissuto negli ultimi anni momenti difficili. La clinica per disintossicarsi dall’alcol, l’ammissione di aver assunto cocaina in passato. La sua vita di attore è stata spettacolare. Ci ha fatto sognare, commuovere e ridere. Di quella privata sappiamo che fu caratterizzata da una sensibilità, ma poco altro. Il suo stato d’animo, a pensarci bene, è stato spesso portato nel cinema anche nei personaggi interpretati nei suoi film. Ma dramma di chi è coperto da una cortina di flash, interviste televisive, apparizioni luccicanti, è che alla fine rimane sempre un uomo con i suoi drammi interiori, le sue perplessità, le sue malinconie e nostalgie, i suoi progetti impalpabili, la voglia di essere talvolta qualcos’altro da come tutti ti immaginano, la tentazione di scegliere un’altra vita dentro alla prigione della celebrità. Chissà cosa avrà pensato Robin Williams negli ultimi istanti della sua esistenza e chissà cosa penserà di noi, vedendoci un po’ più soli senza il suo talento e la sua grande capacità interpretativa. Ci ha lasciato il ”testamento” del professor Keating, è vero, ma anche la sua ironia. “Cosa ho capito della vita? Che arrivi solo, parti solo, ma in mezzo conosci tanta gente interessante”. E’ proprio così. E in questo viaggio, caro Robin, abbiamo conosciuto anche te.

 

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