Il ” Quartiere Bavarese”, tra bellezze autentiche e scorie di inciviltà

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viapentimaROCCA DI PAPA/attualità – I magnifici scorci, i panorami, la Chiesa del crocefisso, ma anche televisori abbandonati, muri sbrecciati, qualche atto di inciviltà. I pro e i contro di una Rocca di Papa da amare

C’è una Rocca di Papa bellissima ed affascinante, una Rocca di Papa piena di odori, di colori e di storia, che si affaccia sul mondo su panorami a perdita d’occhio, su angoli dal sapore antico, immersa nei profumi di spezie e nella comprensione di lingue e caratteri diversi che ormai si incrociano e ci parlano di multiculturalità e integrazione, difficoltà di convivenza e speranza verso il futuro. Il ”quartiere bavarese” di Rocca di Papa esprime da sempre lo spirito della città, uno dei suoi cuori pulsanti. Qui si respira ancora la voce profonda della comunità, dell’antica città arroccata, del suo pensiero più tradizionale. La chiesa del Crocefisso ne panoramacaratterizza l’anima spirituale ed artistica, un lascito secolare che ne fa uno degli esempi di testimonianza del cattolicesimo che arrivava un tempo lì dove c’era bisogno di un conforto e di una segno di comunione tra cittadini ed agricoltori, operai ed artigiani in una popolazione che non viveva nell’agiatezza e si fortificava come le sue case, rimanendo compatta ed unita.

Ed eccolo il quartiere bavarese, ancora oggi, vivo e disposto a donarti e a donare. Può capitare così di finire a Via della Pentima e affacciarti su una sorta di belvedere che a riqualificarlo sarebbe fantastico. I tetti del vecchio paese, più giù Roma, la moderna ed incompiuta ”vela” di Tor Vergata e ancora di lato il Lago Albano e i monti. C’è il rischio di perdersi in quello sguardo verso il cielo e gli spazi infiniti, dove andando con una lente di ingrandimento potresti scoprire il mondo piccolo e piccolissimo di ogni casa, di ogni famiglia e delle infinite storie contenute in questa vasta umanità.

viapentima2Questo è il quartiere bavarese di Rocca di Papa, purtroppo con pochi turisti e pochi visitatori. Ed è in queste camminate arrampicate su scale e scalini, vicoletti e percorsi angusti, che ti accorgi anche di ciò che non va, dei brevi momenti di inciviltà che sporcano la bellezza. Televisori abbandonati, sporcizia, muri sbrecciati, immondizia appesa ai muri nei pressi dei murales per evitare che cani o gatti ne disperdano il contenuto. E’ il paradosso della realtà esistente. Qui il bene e il male si abbracciano talvolta e si ritrovano nella sintesi dei comportamenti positivi e negativi, nel breve disordine che porta improvvisamente alla meraviglia.

Il quartiere bavarese è il Pantheon umano e urbano dove è bene aprire gli occhi per assistere a quanto di meglio e quanto di peggio può fare un uomo: le facciate arricchite di fiori e il sacchetto di indifferenziata abbandonato, il murales di fontanavecchiaqualità e il vecchio attrezzo buttato in un angolo apparentemente invisibile, la finestra decorata e i vecchi giornali disposti alla rinfusa in un vicolo, le numerose parabole satellitari e la ricchezza di un piccolo orticello creato dove si può. L’ennesimo esempio di come l’uomo può disporre della sua luce e delle sue miserie come vuole, facendo di un borgo antico un luogo di cultura e di popolo, ma anche di gesti contrari al decoro.

Di questi posti, J.W. Goethe, nel suo ”Viaggio in Italia”, il 15 dicembre 1787, scrisse:  ”… da Frascati, superando il Monte Cavo, passammo per Rocca di Papa, di cui ti farò avere dei disegni, perché non ci sono parole e descrizioni sufficienti”. Non dimentichiamoci di questo lascito, rispettando ogni giorno ciò che viviamo.

 

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