Un episodio non fa una comunità

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ROCCA DI PAPA/ attualità –  Dopo il grave fatto di cronaca a Piazza Valeriano Gatta una riflessione ci spinge a guardare oltre e alle questioni reali

Ieri mattina, subito dopo aver appreso la notizia dell’accoltellamento nella zona del Carpino, lo sconcerto e l’indignazione hanno acceso il dibattito della nostra comunità. Rocca di Papa non è sicura, Rocca di Papa ha troppi immigrati, Rocca di Papa deve cacciare gli stranieri. I commenti non si sono fatti attendere. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole e ognuno ha il diritto di avere la visione della società che preferisce, ma le regole della convivenza e della civiltà ci impongono altre scelte. Paul Valery affermava: ”Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze”. Più vicino a noi, senza filosofeggiare troppo, Federico Fellini ci ha detto che ”Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.  A Rocca di Papa, in questi anni, seppur nelle diversità, si è maturata una comunità multietnica, specie nel borgo storico, che lentamente, ma profondamente, ha cambiato il tessuto sociale ed i rapporti interpersonali. Decine di coppie, fidanzate o sposate, sono costituite da italiani e donne dell’est europeo o viceversa. Ciò vuol dire che la convivenza ed il contatto quotidiano hanno trovato nuove vie di sbocco che non siano solo quelle dell’incomunicabilità, della diffidenza verso l’altro, della Torre di Babele.

L’episodio del Carpino, per quanto grave, non fa quindi il paese, non è il simbolo di un degrado umano e sociale che racconta i nostri vicoli e le nostre piazze. Certo è che recentemente molte persone si stanno lamentando per lo stato in cui versa il centro storico. Ma è qui che entrano in ballo le molteplici specificità del nostro territorio, che non sono solo politiche ed amministrative. Più i luoghi rimangono isolati e senza vita, più rischiano di essere obiettivo del disagio, della delinquenza piccola o grande, dello spaccio di droga, della mancanza di sicurezza o dell’abbandono. Ecco perchè le iniziative proposte all’interno della zone più antiche ed abitate del paese hanno bisogno di essere rafforzate, ma anche di trovare quella rete di partecipazione che possa mettere insieme uomini e donne sfruttando proprio le varie differenze che oggi ci legano e costituiscono la nostra popolazione, andando incontro ad una vocazione particolare, tradizionale ed europea nello stesso tempo.

Rocca di Papa può diventare un modello di società compiuto se riusciremo a cambiare innanzitutto la nostra visione di ”insieme”. Ognuno ha storie diverse: partendo da questo presupposto si può costruire, mattone dopo mattone, la comunità del domani che è imprescindibile dalla mutazioni storiche e sociali che si stanno compiendo in questi anni.

Esiste un proverbio africano che dà il senso della sfida che ci aspetta. ”Se volete andare in fretta, andate soli; se volete andare lontano, andate insieme”. Rocca di Papa ha bisogno di andare il più lontano possibile, senza gli egoismi e le chiusure che non portano da nessuno parte, ma solo ad una scandalosa solitudine.

 

 

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