Rocca di Papa, l’Infiorata che non c’è più

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ROCCA DI PAPA – Un appuntamento di tradizione secolare scomparso quasi venti anni fa. Al di là dei perchè, un’occasione per riportare d’attualità un evento spettacolare

Sono bastate le foto postate sul Gruppo Facebook ”Tutta Rocca di Papa”, diventato in poco tempo un luogo di memoria e di dibattito, per riportare d’attualità una domanda che apparentemente è senza risposta: perchè l’Infiorata non si fa più? Per chi non lo sapesse (ma i roccheggiani lo sanno), così come la più conosciuta e rinomata Genzano (che al contrario ha avuto il merito di continuare la tradizione e di svilupparla in maniera quasi imprenditoriale), anche Rocca di Papa usava un tempo invadere le sue strade principali di opere floreali pregiate ed ammirate. La storia di quelle nate ai piedi del Duomo, però, sono state più tormentate e falcidiate da alcuni stop temporali che ne hanno impedito la definitiva esplosione, fino alla scomparsa (speriamo non definitiva).

Nate a metà del XVII secolo a Roma, le infiorate erano state adottate anche dai Colli Albani, sopratutto per gli stretti legami di questo territorio con Gian Lorenzo Bernini, principale artefice delle feste barocche dell’epoca. Si ritiene che la tradizione di fare quadri floreali sia dovuta a Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro. Una traccia di questo impegno è documentato nell’anno 1625, in occasione della festa di San Pietro e Paolo (29 giugno). Alla fine del XVII secolo questa usanza, però, scomparve. Nei castelli romani, invece, ebbe proseguimento. L’infiorata di Rocca di Papa, nello specifico risalirebbe in base a fonti non comprovate al periodo o ai primi anni dell’elezione di San Carlo Borromeo a Patrono della città (1613). La festa, così organizzata, ha avuto luogo – non senza interruzioni – fino agli anni settanta del secolo scorso. Molti gli artisti locali che vi partecipavano e forte era anche l’impegno dei volontari. Le suore d’Invrea e le Maestre Pie invitavano gli alunni a raccogliere i fiori dai prati e a portarli a scuola per la preparazione dell’evento. Il Corpus Domini e La Festa di San Carlo, secondo i ricordi, era le occasioni buone per ”colorare” il paese e renderlo unico. L’infiorata doveva restare intatta, fino a quando non passava il Santissimo percorrendo tutto il Corso, girando poi attorno alla Fontana di Piazza della Repubblica. Le ultime infiorate realizzate furono proposte nel 1995 e 1996. Poi la storia si è interrotta. E quando una tradizione, per quanto secolare, perde la sua continuità finisce con l’essere addirittura dimenticata (una generazione intera è cresciuta senza averla mai vista). Forse è per questo che in questi giorni, con la comparsa degli scatti realizzati proprio in occasione delle manifestazioni di quasi venti anni fa, qualcuno si è chiesto il perchè certi eventi siano ad un certo punto evaporati.

Non andando a cercare cause che ormai si perdono nel tempo, si può dire comunque che l’Infiorata era e può essere ancora uno degli esempi più raffinati e popolari delle grandi risorse umane e culturali a disposizione di questa comunità. Oggi fa parte della sua memoria, ma domani chissà…

(foto tratta dal Gruppo Facebook ”Tutta Rocca di Papa”)

 

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