Centro equestre federale, lo sfogo in rete: “Al Vivaro il terreno più adatto”

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Lo sfogo sul gruppo facebook “Cef in rovina” dopo i disagi organizzativi in occasione di una competizione francese a seguito di una copiosa pioggia

Sono stati i disagi vissuti da atleti e spettatori in occasione della prova di cross del Completo agli Alltech FEI World Equestrian Games, che si è svolta lo scorso sabato 30 agosto all’Haras du Pin (Normandia-Francia), a far scatenare l’amaro commento di un iscritto al gruppo facebook “Cef in rovina”.
“Chi lo spiega all’esimio Commissario Ravà ed a tutto il suo numeroso e forse superfluo seguito di rappresentanti Fise – si legge nel post -, che il Cef nulla ha da invidiare a Haras du Pin ….anzi….al Cef, in caso di pioggerellina persistente, il fango non si forma e non ti arriva alle caviglie”.
Le ottime qualità del terreno dei Pratoni del Vivaro sono conosciutissime e apprezzate nel mondo dell’equitazione, e sono uno dei motivi principali per cui, ottimo per resistere alle precipitazioni e ideale per evitare brutti colpi agli arti dei cavalli, gli appassionati e gli addetti ai lavori non riescono a rassegnarsi nel vedere grandi competizioni e appuntamenti essere dirottati su altri campi di gara, dopo la chiusura del Centro equestre federale di Rocca di Papa.

“Per la cronaca, nella “meravigliosa cornice” di Haras du Pin – continua il post -, patria dell’allevamento del cavallo francese, oggi, raggiungere il sito del cross per tantissime persone è stato praticamente impossibile: da Caen e da tutte le altre direttrici 3 ore di fila incolonnati fermi o a passo d’uomo, per dover poi lasciare l’auto parcheggiata alla bell’e meglio sul ciglio della strada, a causa della mancanza di parcheggi, previsti per gli spettatori, chiusi per troppo fango ed un percorso a piedi lungo le provinciali o lungo le stradine di campagna mediamente di 6km almeno ad andare ed a tornare. Accessi auto per accrediti e vips liberi, rigorosamente chiusi. Non un servizio navetta che raccogliesse i malcapitati. Persino le navette organizzate per chi veniva in treno, imbottigliate per 3 ore nel traffico e con divieto alle persone di scendere a richiesta. Un sold out di 50.000 biglietti, pochissimi punti ristoro, consistenti in misere roulotte che fornivano patatine fritte, hamburgers e salsicce, peraltro insufficienti per tutte le persone in attesa. Toilettes insufficienti numericamente con file estenuanti….

Un delirio di gente venuta da tutto il mondo accolta in modo assolutamente inadeguato. Anche noi poveri italiani avremmo saputo far meglio, almeno a livello di ristorazione”.
La struttura, 145 ettari immersi nel verde con tanto di box, campi gara e tanto altro c’è, solo che è chiusa da tempo.

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