Rocca di Papa, il Santuario della Madonna del Tufo tra ”I luoghi del sacro”

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ROCCA DI PAPA/ eventi – La Soprintendenza dei beni storici punta alla valorizzazione dei posti meno conosciuti e ricchi di fascino e storia. Un video ne illustrerà bellezze e curiosità

La Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio e la  Biblioteca di archeologia e storia dell’arte hanno organizzato un interessante dibattito, intitolato ”Oltre Roma nel Lazio – I luoghi del sacro, Arte e ritualità nel Lazio segreto”, all’interno del quale verranno mostrati in anteprima quattro documentari di un progetto di arricchimento e conoscenza di siti meno noti della Regione e al tempo stesso ricchi di storia. L’evento avrà luogo l’8 settembre, alle ore 17, Sala della Crociera, via del Collegio Romano 27. Coordinerà la manifestazione Anna Imponente, con la collaborazione di Mario Caddeo, Graziella Frezza e Giannino Tizian. Interverrà anche Biancaneve Codacci Pisanelli. Presenzia Anna Maria Buzzi.

La Soprintendente Anna Imponente, nell’ambito del progetto Luoghi Sacri nascosti del Lazio, ha inteso valorizzare, con questa iniziativa, i contesti sacri del territorio poco considerati o poco visitati, perché non inseriti in circuiti turistici usuali, e importanti per il valore storico-artistico o per le caratteristiche etnoantropologiche e devozionali. In quest’ottica i quattro video, realizzati dalla Società Arsenale 23, e curati da funzionari della Soprintendenza, hanno come scopo suscitare interesse e curiosità.

I documentari illustreranno la Certosa di Trisulti a Collepardo (FR) e la Badia di San Sebastiano ad Alatri (curati da Graziella Frezza), l’ex Convento di San Francesco a Canino (VT), a cura di Giannino Tiziani e infine, il Santuario della Madonna del Tufo a Rocca di Papa (di Mario Caddeo). Il piccolo Santuario, come noto ai suoi residenti, è affidato ai Padri Trinitari; è importante soprattutto dal punto di vista devozionale, in quanto luogo di culto della Vergine Maria, cui viene attribuito il miracolo del viandante salvato dalla caduta di un masso, oggi inglobato nell’architettura della chiesa. Alla Madonna con Bambino è dedicata una raffigurazione ad affresco che la tradizione attribuisce ad Antoniazzo Romano, tra i protagonisti della pittura del primo rinascimento.

 

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