Rocca di Papa: fontanelle, busti e monumenti scomparsi. Dove sono?

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belloniROCCA DI PAPA/ attualità – L’emergere del grande archivio fotografico di ”Tutta Rocca di Papa” mette in evidenza anche una strana curiosità

Dov’è finito il busto dedicato a uno dei Padri della Patria, Giuseppe Mazzini, al centro dell’aiuola prospiciente ad uno dei Bar in Piazza della Repubblica? E il monumento eretto nel giugno del 1964 in memoria dell’autorevole esponete repubblicano Giulio Andrea Belloni, ex sindaco di Rocca di Papa? E lo scudo posto nella mano dell’angelo del Monumento ai caduti? E le bombe che lo decoravano? E alcune fontanelle che abbellivano il centro urbano? Domande che sono emerse lecite, assistendo all’impressionante e straordinaria avanzata dell’archivio fotografico che sta arricchendo il gruppo Facebook ”Tutta Rocca di Papa”. Qualcuno, anche all’interno della stessa comunità virtuale, ha fatto notare la curiosità. E sarebbe giusto, forse, venire a conoscenza di dove sia stato depositato tutto questo patrimonio, magari per ricollocarlo in quanto facente parte della storia stessa della cittadina.

Probabile che qualcuno di questi monumenti sia stato oggetto di atti di vandalismo o furto, come ad esempio, secondo la memoria dei residenti più anziani, per ciò che concerne gli arredi del Monumento ai caduti dei giardini comunali del centro. Sui busti di Mazzini e Belloni, invece, il mistero è un po’ più fitto. Nessuno sa dove siano e che fine abbiano fatto, traslocati forse in seguito ai lavori di ristrutturazione che si sono avvicendati negli anni. Il monumento al Belloni, in particolare, pare sia stato oggetto di un restauro dopo aver subito una lesione al volto, ma poi non fu più riposizionato. Sono solo ipotesi e ricordi sbiaditi dal tempo, ben inteso, ma chissà che in questi giorni a qualcuno non torni la memoria e risolva il caso.

Nel frattempo, la grande conquista di questi giorni sembra quella di aver ritrovato e riscoperto il senso di essere parte di qualcosa di grande, che travalica le generazioni. Che c’era prima e ci sarà anche dopo il nostro passaggio. Non è poco, nell’era della velocità.

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