Rocca di Papa, Bonaccorsi e Anzaldi (PD): ”Il Cef diventi centro di eccellenza”

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ROCCA DI PAPA/ politica – Dichiarazione dei deputati: Lorenza Bonaccorsi, neo responsabile Cultura e Turismo del Pd, Michele Anzaldi, componente della Commissione Agricoltura e Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione Agricoltura

“Presenteremo nei prossimi giorni al Coni e ai ministri Martina, Lorenzin e Delrio uno studio del Dott. Paolo Baragli ricercatore universitario del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa per rilanciare il Centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro”. Lo affermano, in una nota, i deputati del PdLorenza Bonaccorsi, neo responsabile Cultura e Turismo della segreteria de Pd, Michele Anzaldi, componente della Commissione Agricoltura e Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione Agricoltura. “Dopo numerosi incontri con le parti interessate per ricercare soluzioni adeguate – sottolineano i parlamentari – abbiamo ritenuto valide e piene di spunti interessanti le idee per una nuova ridefinizione dell’attività e delle funzioni del Centro equestre federale”.

“Il progetto – continuano i parlamentari – contiene in particolare osservazioni sulle possibili utilizzazioni tecnico-scientifiche, sociali ed educative del Cef, a livello preuniversitario, universitario e postuniversitario.

Il Centro può avere un ruolo strategico: a) nel campo dell’ educazione assistita e attività ludico-ricreative per diversamente abili o come supporto ad altri percorsi terapeutici in ambito psichiatrico o neuromotorio; b) per creare percorsi di alta formazione, quali masters universitari professionalizzanti per formare tutto personale che gravita al mondo del cavallo; c) per la ricerca agro-zootecnica finalizzata allo studio degli effetti dell’alimentazione – con valutazione di sostanze vegetali autoctone, OGM free, biologiche che riducano le emissioni di CO2 nelle produzioni animali – relativi al cavallo e agli altri animali; d) per la riabilitazione e la fisioterapia equina (essendoci già una piscina e strutture disponibili si potrebbe partire da subito); e) per il recupero dei cavalli a fine carriera, tenendo presente che un’attività di riaddestramento potrebbe svolgere un ruolo sociale per la formazione e il reinserimento dei carcerati e di persone che necessitano di nuove opportunità formative e di impiego; f) per realizzare una attività di sperimentazione attiva nel campo dell’agricoltura sociale innovativa, gestita in collaborazione con le istituzioni socio-sanitarie del territorio; g) per lo studio dei reperti osteologici, importanti anche in numerosi campi delle scienze naturali e medico-veterinarie”.

“E’ paradossale – concludono Anzaldi, Bonaccorsi e Oliviero – che non si riesca a mantenere in vita un centro di eccellenza di rilevanza internazionale versatile come i Pratoni del Vivaro.”

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