Professionalità e territorio, quale futuro per il teatro civico?

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ROCCA DI PAPA / Cultura – Si è svolto oggi presso la struttura culturale l’incontro organizzato da “Il Piccolo Segno” dopo la fine della precedente gestione da parte dell’Associazione Teatro Civico

Esattamente sette anni fa, il 25 settembre 2007, si inaugurava il teatro civico di Rocca di Papa. Non a caso nel pomeriggio di oggi la redazione del giornale locale “Il Piccolo Segno” ha voluto organizzare un convegno proprio tra le poltrone rosse dell’edificio, a seguito della fine della gestione dell’Atc, sul futuro che l’Amministrazione comunale ha in serbo per il teatro.

A raccogliere l’invito è stato l’assessore al Bilancio e al Patrimonio Maurizio Querini, nonché vicesindaco; in sala una ventina di persone, più o meno attive in ambito culturale locale.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro perché sollecitati da molti cittadini preoccupati del fatto che il teatro possa essere gestito da persone non di Rocca di Papa – ha spiegato il direttore della testata giornalistica Andrea Sebastianelli, dopo aver fatto in breve la storia di ieri – . Noi abbiamo una responsabilità verso il teatro, fondamentale risorsa che deve rimanere a disposizione del territorio”.

Dopo l’inaugurazione venne creata un’associazione, l’Atc (associazione teatro civico)  con presidente Enzo De Angelis, di cui il Comune era il socio maggioritario, insieme all’Acs (Associazione cultura e spettacolo), con presidente Piero Gentilini. A dicembre la gestione è scaduta e la nuova normativa non prevede la possibilità di reiterare affidamenti simili. (Il Grillo ha raccolto le parole di Gentilini poco dopo l’ultimo spettacolo LEGGI )

Quali le possibilità allora? “Abbiamo sostanzialmente due strade – ha spiegato Querini -, o la gestione diretta da parte del Comune, ma l’utilizzo di risorse interne pensiamo comporti un passo indietro rispetto alla professionalità e alla posizione che il nostro teatro ha conquistato durante i sette anni della precedente gestione, con la direzione artistica di Alberto Querini, o predisporre una gara a evidenza pubblica.

andrea_sebastianelliOvviamente anche noi preferiremmo che la gestione rimanga a cittadini di Rocca di Papa, perché sicuramente avranno più senso di attaccamento e di rispetto per la struttura, e per orientare la scelta verso questa direzione potremmo anche scegliere di indire un bando, previsto per i servizi culturali, a invito e sostanzialmente ristretto al territorio circostante, dopo aver effettuato un’indagine conoscitiva”.

Certo è che la futura gestione, così come è stato per quella precedente, non potrà prescindere da un contributo comunale, sia per quanto riguarda le utenze, parliamo di circa 6/7 mila euro l’anno, che contributi extra di circa 10 mila euro annue. L’esiguità dei posti a teatro infatti, circa 130 in tutto, rende difficoltoso per gli organizzatori proporre spettacoli di più alti livelli e rientrare delle spese unicamente coi biglietti.

Eppure la commistione tra spettacoli professionistici a quelli di compagnie locali è stato proprio ciò che ha portato il teatro ad essere conosciuto anche oltre i confini roccheggiani, pur mantenendo un legame con la propria città.

“Ovviamente – ha aggiunto Querini – nel capitolato inseriremo come in precedenza la disponibilità del teatro per le associazioni del territorio e per le scuole, e comunque per gli eventi che il Comune vorrà di volta in volta organizzare”.

Molte le voci sollevatesi in sala a ricordare la presenza a Rocca di Papa di numerosi artisti che potrebbero animare la struttura. “Il teatro dovrebbe rimanere al Comune e utilizzato di volta in volta dalle associazioni del territorio” ha  affermato per esempio Piero Botti. Anche se altri pareri hanno invocato esperti del settore.

L’invito rivolto agli artisti locali dal rappresentante dell’Amministrazione è quello di unirsi e creare un sorta di consorzio culturale per partecipare al bando.

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