Gioco d’azzardo, si inizia a giocare a 13 anni. E’ allarme sociale

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Il 40% degli studenti delle scuole medie – badate bene scuole medie – è dedito al gioco d’azzardo. Il dramma principale è il dato dell’età che si è abbassata notevolmente negli ultimi anni. Prima eravamo alle superiori ora siamo alle medie! Un ragazzo su tre dichiara di spendere intorno ai 25 euro a settimana per il gioco d’azzardo. Si scommette sul calcio, gratta e vinci, videopoker, corse dei cavalli etc.

Muniti di penna, giornale sportivo, foglio quote delle partite, si addentrano nella ricerca dei soldi facili per comprare l’ultimo modello di cellulare o le scarpe di moda.Spesso tra le pagine dei libri di testo, in classe, tengono la stampata delle quote ed il tempo dedito allo studio diventa addirittura minore del tempo dedicato al gioco d’azzardo. E si, i soldi facili fanno gola e subentra la pulsione irrefrenabile per il gioco. Dediti sono per lo più i maschi (52,6%) sedotti da gratta e vinci, videopoker, scommesse sportive ed ultimamente dal Win for Life, gioco che sta spopolando.

L’indagine condotta dall’associazione Codici ha confermato questi preoccupanti dati; basta entrare in una qualsiasi sala scommesse per vedere con i propri occhi. Ma i minorenni non potrebbero scommettere, e allora ci chiediamo perché spesso chi raccoglie le puntate chiude un occhio? Bisogna fermare chi chiude un occhio e fare in modo che li abbia tutti e due ben aperti.

Cesare Guerreschi psicoterapeuta e presidente Stipa ( Società italiana di intervento sulle patologie compulsive) , parla di attrazione per i soldi facili; noi condividiamo ma , pensiamo, soprattutto, a mancanza di valori ed etica, a mancanza di strutture alternative. C’è anche da dire ( ed è ben più grave che il gioco porta anche la dipendenza ad alcol e droghe. Urge un intervento delle famiglie e delle Istituzioni.

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