Un albero per ogni neonato: chi applica la legge?

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CASTELLI ROMANI – Nei comuni sopra i 15mila abitanti sarà un obbligo. Un iter iniziato 22 anni fa… Ma nei Castelli Romani la comunicazione è scarsa

La nostra nazione perde suolo ”verde” alla velocità di 8 metri quadrati al secondo. Un dato allarmante a cui non si sta ponendo freno e che sta provocando tragedie come quelle avvenute a Genova pochi giorni fa. Dal febbraio del 2013 esiste la concreta possibilità di far diventare le città italiane sopra i 15mila abitanti più verdi. Una legge, infatti, obbliga i Comuni sopra questo numero di individui a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato. La normativa punta a incentivare gli spazi verdi urbani ed esiste da oltre vent’anni. Fu infatti introdotta con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992. La legge n.10 del 14 gennaio 2013 ha però introdotto delle modifiche alla precedente disposizione. Rispetto a quella di ventidue anni fa, diversi anche i tempi di applicazione: la piantumazione dovrà avvenire entro sei mesi, e non più dodici, dalla nascita o dall’adozione.

A vigilare sul rispetto della normativa sarà il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito presso il ministero dell’Ambiente, mentre i Comuni dovranno comunicare informazioni sul tipo di albero scelto e il luogo in cui è stato piantato, provvedendo anche a un censimento a scadenza annuale.

La domanda lecita è la seguente: chi sta applicando questa norma nei Castelli romani? Quali paesi la stanno adottando e quali no? Non risultano ad oggi comunicati, delibere o dichiarazioni di amministrazioni che hanno dato seguito a questa legge virtuosa. I bambini continuano a nascere e ad essere adottati, ma gli alberi dove sono? Sarà per distrazione e scarsa documentazione, ma non ne abbiamo trovato traccia. Speriamo che il futuro sia più foriero di informazioni.

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