Proteggiamo i bambini di questa società

0

Dopo gli ultimi terribili fatti di cronaca, una riflessione

In 48 ore, solo nella zona di Roma, almeno tre fatti di cronaca hanno coinvolto bambini e neonati. Grande impressione, infatti, ha suscitato la tragedia di Via Carlo Felice al Tuscolano, dove una madre, prima di uccidersi, ha cercato di fare strage dei suoi tre bambini. Due sono morti, una lotta per rimanere al mondo. E’ ancora di questa mattina l’arresto di un uomo, reo di aver massacrato un neonato di 4 mesi. A Tor Marancia, invece, un piccolo di 4 anni si è punto con una siringa nel cortile dell’asilo. Fatti che creano angoscia e indignano, tragedie familiari e della mente umana, cronache di una società che troppe volte non ha più rispetto per la sacralità della vita umana in generale e sopratutto dei suoi esseri più indifesi. Un problema che in riguarderebbe almeno 800 mila tra bambini e adolescenti.

Secondo alcuni dati forniti di recente, l’aumento di violenza sui bambini è aumentato del 56%. Abusi e maltrattamenti, anche gravi, registrati in Italia negli ultimi dieci anni. Solo gli abbandoni di minore sono saliti del 94%, le violenze sessuali del 42%. Più di 5.100 bambini nell’ultimo anno sono stati vittime di reati. Il 61% di loro erano bambine. Un numero tanto più drammatico se si pensa che 10 anni fa erano 3.311.

”Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”, scriveva de Saint-Exupéry. ”I fiori, la musica e i bambini – diceva invece Pyotr Ilyich Tchaikovsky – sono i gioielli della vita”. Bisognerebbe ricordarsi più spesso di questi sensibili aforismi per recuperare e difendere l’innocenza che ci circonda. I bambini non hanno colpe, non votano, non hanno potere di decidere. Ma pensano, sentono, ascoltano, guardano. Imparano i difetti e i pregi. Li assorbono. E hanno voglia di correre, di divertirsi, di fare quello che gli riesce meglio: giocare. Il gioco, nel bambino, è il primo lavoro. E in quella serietà divertita c’è tanto di quello che saremo domani. Se i ragazzini urlano e stanno insieme ciò non può e non deve essere un motivo di tormento per i grandi, i quali sono vittime ormai delle proprie prigionie mentali, delle convenzioni, del questo si fa e questo non si dice, delle regole imposte da altri, da modelli commerciali o politici.

Proprio in quanto risorse, i bambini hanno il diritto di non essere considerati dei pesi, di vivere l’età che li assorbe interamente in libertà ed allegria. Perchè più i giovani cresceranno in un clima di isolamento, diffidenza e violenza e tanto più c’è il rischio che da grandi possano essere peggiori dei genitori o della società che li ha generati e cresciuti in modo distorto.

I bimbi sono il nostro prodotto sociale. Ucciderli, picchiarli, violentarli è il peggiore dei reati. Così come non prendersene cura, non parlarci, non pensare che buttare una siringa dentro un cortile di un asilo – ad esempio – può generare un dolore che si protrarrà nel futuro.

Difendiamoli. Amiamoli.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com