Divise, Inno e cuori alla vittoria alata: Rocca di Papa commemora i caduti

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Oggi la cerimonia intorno al monumento dei giardini di piazza della Repubblica opera di Vincenzo Jerace del 1925

Ancora una volta le istituzioni, i corpi militari della città, le scuole e la comunità si sono riunite intorno al monumento ai caduti dei giardini di piazza della Repubblica nella cerimonia di commemorazione delle vittime di tutte le guerre. Nella mattina odierna la vittoria alata in bronzo, opera di Vincenzo Jerace nel 1925, ha visto attorno a sé, in un circolo di spontanea reverenza, tricolori e stendardi sostenuti con fierezza, la schiera dei militari dell’aeronautica, una folla di cittadini e i volontari della protezione civile a fare strada, con tanto di elmetto in testa, alla corona d’alloro che dopo la santa messa è stata deposta tra i nomi dei caduti impressi sul marmo.

Il “Piave” e  il “silenzio” i contributi musicali che hanno dato inizio alla cerimonia. Accanto al sindaco Pasquale Boccia c’erano lo storico presidente dell’associazione Combattenti e Reduci Giovanni Onesti, il vicecomandante della stazione dei Carabinieri di Rocca di Papa Angelo Borelli, l’ispettore Carmine Alfonsi, comandante della Forestale, il comandante Alessandro Albanesi dell’Aeronautica Militare, e il cittadino delegato Fabrizio Castri che ha organizzato l’evento.

Un giorno che è il simbolo della vittoria italiana nella prima Guerra Mondiale, una tappa importante nella storia della nostra Nazione, stazione di sosta nella frenetica quotidianità odierna, che, grazie ai contributi dei presenti, spinge a preziosi momenti di riflessione sui valori di libertà e democrazia. Importante anche la partecipazione di alcune studentesse della scuola del Centro Urbano che hanno letto dei contributi sul valore della vita.

Il sindaco Boccia ha voluto ringraziare tutti i presenti e ricordare, traslando il significato stesso della giornata nei valori di solidarietà e unità, quanti lottano tutti i giorni nella difficile guerra della povertà e dell’emarginazione sociale.

Non è mancato nell’intervento del tenente colonnello Alessandro Albanesi una parola per i due Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, auspicando una celere e positiva conclusione della vicenda.

L’invito come tutti gli anni del delegato Castri è rivolto invece ai genitori, affinché educhino i propri figli a rispettare il monumento e a trasferirgli il suo profondo significato di sacralità.

A conclusione l’Inno di Mameli.

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