Colpo di scena, il Tar legittima una vecchia ordinanza di demolizione delle antenne di Rocca di Papa

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ROCCA DI PAPA / Attualità – L’ingiunzione allo sgombero fu firmato dall’ex sindaco Carlo Umberto Ponzo. Il sindaco Boccia: “Siamo emozionati”

E’ stata depositata lo scorso 13 novembre una sentenza storica per la Città di Rocca di Papa, con la quale il  Tar del Lazio ha respinto il ricorso fatto dalla società R.T.I ( Canale 5, Italia 1 e Rete 4)  contro l’ordinanza di demolizione delle antenne site sul territorio di Rocca di Papa del 2003, con l’allora sindaco Carlo Umberto Ponzo.

L’ingiunzione allo sgombero di Monte Cavo Vetta invitava le emittenti a trasferirsi presso i siti alternativi individuati dal Piano territoriale di coordinamento adottato nel 2001 dalla Regione Lazio. Ora, dopo undici anni, il Tribunale Amministrativo ha dato ragione al Comune di Rocca di Papa ed ha riconosciuto la legittimità e la piena operatività dell’atto impugnato.

“Siamo a dir poco emozionati – riferisce il sindaco Pasquale Boccia -. Sono anni che combattiamo contro le emittenti radio-televisive che sono state installate senza alcuna autorizzazione sul nostro territorio intorno  agli anni ’70, alterando irreversibilmente un luogo dalla forte valenza ambientale, storica, culturale e identitaria, dove nei secoli scorsi fu realizzato un monastero dichiarato monumento nazionale del XIX secolo.

La nostra battaglia è iniziata già nel ’98 quando, con delibera di Consiglio comunale all’unanimità decretammo, d’intesa con i vincoli imposti dallo Stato, che il territorio di Rocca di Papa non poteva essere individuato come sito per l’installazione di impianti di radiodiffusione, ed è poi disseminata di atti, diffide e richieste in tutte le sedi opportune che documentano il nostro costante impegno negli anni. Fino ad arrivare alla storia più recente, quando il controllo richiesto da questa Amministrazione  ha permesso di individuare tre emittenti che sforavano i limiti di emissione, le quali sono state costrette a pagare una sanzione pecuniaria, oltre che a rientrare nei parametri consentiti dalla legge.

Questa sentenza – continua il primo cittadino – è una vittoria per tutto il territorio dei Castelli romani, ugualmente coinvolto e colpito dalla presenza delle antenne di Monte Cavo, e di tutti i cittadini che ci hanno supportato in questa battaglia, che mai ci hanno fatto sentire soli in questo difficile e faticoso impegno.

Ho già dato mandato ai miei tecnici di verificare le modalità di attuazione di questa  sentenza, per cui ringrazio gli avvocati per il lavoro svolto, e di inviare comunicazione alla Regione Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Prefettura. Alla luce di questa sentenza ci aspettiamo che gli organi sovra comunali lavorino urgentemente, ognuno per le proprie competenze, per predisporre gli atti necessari che ci permetteranno di attuare la sentenza”.

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