Se gli albanesi cantano l’inno nazionale italiano

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ROCCA DI PAPA/attualità – Un inizio gara di speranza ieri allo stadio di Marassi 

É successo ieri sera, nello stadio di Genova. É successo prima di una partita di calcio. I tanti tifosi albanesi tenuti per seguire la loro nazionale si sono messi a cantare, assieme ai nostri compatrioti, l’inno di Mameli (quel Goffredo, eroico combattente della Repubblica Romana, nato proprio nel capoluogo ligure). Un bel momento, che ci fa capire come l’integrazione locale ed europea, non sia una ipotesi così lontana, un miraggio raccontato solo da chi sbatte tutti i giorni contro la realtà di una vita che sta mettendo sempre di più poveri contro poveri, a volte in mezzo a rigurgiti di xenofobia piuttosto marginali.

Stranieri che cantano l’inno della nazione che lì ha accolti. Nella Genova offesa dalla morte, dall’alluvione, dalla disperazione di chi ha perso molto, nell’Italia che non si trova più, che si perde anche nella caccia al colpevole del disagio dei quartieri, un moto di passione e di condivisione ha affratellato per due minuti due popoli.

Teniamocelo stretto questo istante. Prima che la brutalità dei nostri giorni ricominci a mietere le sue vittime e i suoi drammatici disagi.

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