Telefonia Mobile, Fei: “A Rocca di Papa abbiamo evitato lo sviluppo incontrollato di nuovi tralicci”

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feiROCCA DI PAPA / Attualità – Ieri la conferenza cittadina in aula consiliare sul regolamento, redatto per frenare le richieste di installazione dei privati arrivate già nel 2012

Si è svolta ieri in aula consiliare la conferenza cittadina sul regolamento adottato dal Consiglio comunale sulla telefonia mobile già alla fine dell’anno scorso, ma che negli ultimi giorni aveva sollevato malumori sulla scia delle invettive di un consigliere di minoranza. E’ stato l’assessore Mauro Fei, coadiuvato dall’avvocato Anna Maria Fondi, a spiegare passo passo i motivi che hanno portato all’adozione del piano e gli obiettivi perseguiti, sebbene l’arrivo di nuovi tralicci faccia accapponare la pelle a una città che da anni ormai vive sovrastata dal penoso cappello di antenne radiotelevisive non autorizzate di Monte Cavo.

NORMATIVA – E’ del 2002 il Decreto legislativo  n.198, denominato decreto Gasparri, che stabilisce che le infrastrutture di telecomunicazione sono opere di interesse nazionale, mentre il decreto legislativo 259/2003 ha equiparato le antenne di telefonia mobile a opere di urbanizzazione primaria, vale a dire ad esempio alla stregua delle fogne. Un servizio pubblico dunque che non può essere ostacolato dalle amministrazioni locali, al fine di garantire la copertura di tutto il territorio e l’efficienza della distribuzione del servizio di telefonia mobile.

LE DICHIARAZIONI –  “Un atto dovuto che anzi è andato a frenare l’installazione di nuovi tralicci in zone private, per cui già nel 2012 ci erano arrivate tre richieste corredate da tutti i pareri autorizzativi di Ministero e Arpa – ha detto l’avvocato Fondi -. Ho faticato non poco a far digerire la necessità di redigere il presente piano, unicamente con l’obiettivo di evitare per la telefonia quello che negli anni passati è successo per le radio e le Tv. Il regolamento è stato redatto in stretta collaborazione con l’Arpa Lazio e siamo arrivati all’approvazione con 4 passaggi amministrativi pubblici, dandone anche comunicazione ai cittadini tramite il sito comunale e i pannelli luminosi”.

“Siamo uno dei pochi comuni che è riuscito a regolamentare la localizzazione delle antenne di Telefonia mobile prima che venissero realizzati nuovi tralicci incontrollati sul territorio a vantaggio dei privati – ha spiegato Fei -, individuando tutti siti comunali i cui canoni saranno impiegati per la comunità”.

SITI E CANONI – I siti individuati dal piano sono in tutto 5 e in parte già destinati a servizi: due su via delle Barozze, in concomitanza con i pozzi, subito dopo l’incrocio con via di Frascati, e l’altro dove ci sono i depuratori, il terzo dietro il cimitero, il quarto ai Campi d’Annibale all’incrocio di via Vecchia di Velletri con via Vicinale delle Faete e l’ultimo al Vivaro.

Al momento i gestori che hanno fatto richiesta sono la Vodafone e la Telecom su 4 siti e la Wind su 5 siti.

I canoni predisposti dal piano ammontano a 13 mila euro annui per chi opta per un pagamento mensile a fronte di una concessione novennale, e 9 mila euro annui per chi opta invece per il pagamento anticipato (81 mila euro).

“I canoni – spiega ancora Fei – sono stati definiti in base alla media nazionale. Scoraggiare le localizzazioni con canoni troppo alti avrebbe spinto i gestori a fare ricorso e a installare le loro antenne su aree private, senza alcun controllo da parte dell’Amministrazione, che invece, mediante il piano, ha seguito i criteri del minor impatto ambientale e la minima esposizione dei cittadini, assicurando un monitoraggio costante”.

LA SENTENZA DEL TAR  – Il dibattito animato dai presenti in aula si è spostato in gran parte sulla recente sentenza con la quale il Tar ha respinto il ricorso delle reti Mediaset contro l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune nel 2003 (LEGGI). Fermo restando il passaggio successivo al Consiglio di Stato la sentenza potrebbe lanciare già oggi spiragli positivi in merito a tutti gi altri tralicci presenti sul territorio. Il sindaco Pasquale Boccia si è reso disponibile, qualora ne sussistano i presupposti, a firmare nuovamente un’ordinanza di demolizione che riguardi non solo Monte Cavo ma tutti i siti in cui svettano  i tralicci, quali Costarella e Madonna del Tufo. “Sul piano dei controlli siamo continuamente a sollecitare l’Arpa per misurare i campi elettromagnetici e individuare eventuali sforamenti – ha aggiunto il primo cittadino –, soprattutto in quelle zone in cui giù in precedenza abbiamo individuato tre emittenti che superavano il limite di emissione, poi pesantemente sanzionate. Se una di queste dovesse risultare recidiva scatterebbe subito la demolizione”.

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