Partecipato il convegno sul femminicidio, tra legislazione, cultura e arte

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IMG_2152ROCCA DI PAPA / Attualità –Ieri l’appuntamento in aula consiliare organizzato dall’associazione L’Aquilone Rosa onlus

La tematica portata nella giornata di ieri all’attenzione internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne a Rocca di Papa si è concretizzata in un partecipato convegno organizzato dall’associazione “L’Aquilone Rosa Onus”. Attiva dal 2008 sul territorio a sostegno dell’universo femminile, la suo presidente Margherita Silvestrini di concerto con l’Amministrazione comunale è riuscita a organizzare un evento che ha saputo unire momenti di riflessione e approfondimento sulla tematica,  che ancora oggi snocciola numeri allarmanti, facendo emergere al contempo lo stretto legame con il territorio e le tradizioni di Rocca di Papa. E’ stato presentato infatti, durante la serata, il bozzetto del murales ispirato alla lotta contro il femminicidio, realizzato dai ragazzi del Liceo artistico San Giuseppe di Grottaferrata, che presto vedrà i natali sulle pareti dei vicoli del centro storico.

“Una posizione rilevante quando si parla di violenza domestica sulle donne – ha spiegato Silvestrini – è quella di dare alle vittime la responsabilità di non abbandonare la propria casa. In realtà intervengono numerosi fattori che spingono la donna a soprassedere e a credere che si tratti solo di singoli episodi che non avranno un seguito in futuro, cui va aggiunta, ancora, la mancanza d una cultura dell’accoglienza e del non pregiudizio verso la donna che lascia la propria famiglia”.

“Quello che facciamo per le donne in difficoltà – continua il presidente – , le vere guerriere, è solo fornire loro degli strumenti per fuggire. Abbiamo una lunga esperienza e formiamo operatrici pronte a offrire il proprio sostegno, anche grazie alla collaborazione con esperti, quali psicologi e avvocati”.murales_femminicidio

IL MURALES  – Una donna sensibile e fragile i cui capelli si ricongiungono con la criniera di un leone a simboleggiarne la forza nella sua stessa essenza di donna, sullo sfondo uomini – sagome grigie – che hanno esercitato violenza e su di loro un albero amorfo che i protende verso il cielo che  è elemento di redenzione. “Il murales è un messaggio di speranza verso il futuro – spiegano gli studenti del liceo -. Attraverso l’arte cerchiamo di cambiare il mondo”.

GLI INTERVENTI – “La violenza di genere è strettamente connessa alle pari opportunità – ha dichiarato il sindaco Pasquale Boccia -. La percentuale di partecipazione delle donne italiane al modo del lavoro è ancora troppo bassa. Ne deriva che se una donna è fragile e non ha autonomia difficilmente potrà sottrarsi da una situazione di violenza. Le scelte governative dunque devono andare in questa direzione così come è importante partire dal basso, dal lavoro costante che le associazioni di donne svolgono tutti i giorni a contatto con le persone, donne e uomini, per formare  una nuova cultura basata sulla parità di genere”.

“Non dimentichiamo l’importanza di coinvolgere gli uomini e di sensibilizzarli, così come è fondamentale per ogni madre educare i propri figli maschi a rispettare le donne” è stato il contributo dell’assessore ai Servizi Sociali Valentina Trinca.

Al bando dei relatori anche la psicologa Veronica di Biagio, che ha approfondito gli aspetti emotivi del coinvolgimento dei minori, il consigliere regionale Piero Petrassi, che ha collaborato alla stesura delle legge numero 4/2014 “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne”, e il comandante della Polizia Locale Sergio Ierace.

“Attraverso la collaborazione con le forze dell’ordine e con le associazioni siamo riusciti a creare una legge che supera i limiti IMG_2153della precedente legge datata 1998 e prevede maggiori tutele per le donne – ha spiegato Petrassi -. Abbiamo messo a sistema le associazioni e abbiamo istituito il codice rosa nei pronto soccorso, che permette di verificare se questa persona si è già recata in altre strutture di emergenza per le stesse patologie.  Il nuovo testo ha l’obiettivo di prevenire partendo dalla scuola dell’infanzia.”

E’ toccato poi a Ierace concludere i lavori. “Tutto ruota attorno all’articolo 40 del codice penale che individua due categorie di persone: colui che commette la violenza, coloro che aiutano a respingerla. Le associazioni possono intervenire, come abbiamo visto, con la prevenzione attraverso il lavoro con le vittime. Questi centri sono utili perchè spesso sono loro che avvertono la polizia giudiziaria che a sua volta effettua i controlli per arrivare al colpevole.

Il tema violenza è molto complicato e spesso non palese, perché psicologico. E’ importante però effettuare perizie ed attività varie per portare alla luce fatti che il Pubblico Ministero possa approfondire.

E’ importante non chiudere gli occhi. Se assisto ad un reato devo avere il coraggio di dirlo.  Ognuno di noi deve fare il suo lavoro e farlo bene perchè il meccanismo che porta poi al dibattimento processuale deve essere confortato da vari passaggi e se tutto non quadra, non si può risolvere il problema.”

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