Il ”Maiale nero” castellano: il sogno della rinascita passa per Rocca di Papa

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feitrombettaROCCA DI PAPA/ attualità –  Un progetto di lunga durata e di interessanti prospettive

La rinascita del ”Maiale nero dei Castelli romani” come opportunità di rilancio per una parte dell’economia del territorio e per il recupero delle sue tradizioni arcaiche. Un progetto affascinante e di estremo interesse che è stato esposto ieri a Rocca di Papa, presso l’aula consiliare, grazie al contributo di studiosi, archeologi e la collaborazione dell’associazione ”Valle perdua”, promotrice dell’iniziativa.

Esiste un quadro, all’Ermitage di San Pietroburgo, realizzato dal pittore russo Petr Vasilevic Basin nel 1830, in cui sono evidenti i tratti ambientali e faunistici di quel periodo storico. La scena racconta di una forte scossa di terremoto e delle emozioni provocate dal fenomeno. Tra le tante figure, si scorge anche una scrofa con i suoi piccoli. É la testimonianza di ciò che era e non è più. Andrea Tupac Mollica, intervenendo e portando a conoscenza dei presenti l’idea attraverso proprio questo cenno storico, ha spiegato: “Il maiale nero inizia a sparire da questo territorio alla fine dell’ottocento, anche se fino agli inizi del secolo scorso è ricordato per i Campi di Annibale. Si nutriva di poco cibo, serviva al fabbisogno alimentare, viveva libero ed era costituito da una carne di qualità eccellente. La nostra ipotesi di lavoro è ricostruire l’incrocio e la selezione che ci possano permettere di arrivare alla varietà e quindi al riconoscimento della razza”. “Il maiale nero – ha continuato – scompare a causa della vittoria della produzione industriale, dell’abbandono della vita rurale, dell’esodo verso la città e la comparsa di una forte urbanizzazione. Recuperarlo significa difendere identità territoriale contro la globalizzazione. Questa che proponiamo è un’altra economia, capace di creare lavoro e sostenibilità”.

Il maiale nero troverà il suo nuovo ”habitat” in un’area di sei ettari. L’associazione “Valle Perdua” si avvarrà della concessione in maialecomodato d’uso gratuito per quattordici anni del bosco di proprietà comunale in località Orti di Barbarossa, prospiciente la sede associativa, attivando inoltre percorsi didattici e divulgativi. Un circuito economico tradizionale che punterà, attraverso il progetto “Il cingolo Qta”, anche a ricostruire l’equilibrio naturale adatto alla autosufficienza alimentare del suino. “L’ agroalimentare di eccellenza – ha concluso Mollica – è una risorsa in crescita anche in questa crisi: sfruttiamola”.

Ha preso la parola quindi l’archeologa Barbara Cardinali, dalle cui parole è emersa la grande storia di questo animale, lunga oltre nove millenni e lodata da storici dell’epoca romana e medioevale. “Questo progetto – ha aggiunto- avvia un processo che ci avvicina ai nostri progenitori, riporta alla ribalta il legame tra agricoltura e tradizioni per affermare insegnamenti alimentari necessari e offre una nuova visione tra l’agroalimentare e la tradizione stessa da inventare e reinserire nel suo territorio di origine”.

Soddisfatto l’assessore Mauro Fei. “L’amministrazione – ha detto – ha sposato questa idea perché convinta dalla sua semplicità e dalla sua possibilità di sviluppo. Una proposta che tende a rispettare l’ambiente e a valorizzarlo con delle possibilità di lavoro. Invitiamo altri giovani a seguire questo esempio, con progetti ed idee in grado di creare economia, sostenibilità, occupazione”.

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