Adozioni: non dobbiamo attendere troppo

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Riflessione su una questione di grande importanza per la nostra società

L’adozione è un tema che riguarda la sacralità della famiglia, che riguarda l’amore, l’amore con la A maiuscola, quello per i figli. E si, i bambini adottati sono figli né più né meno dei figli naturali, non esistono discriminanti quando si parla di bambini. Ecco perché gioca un ruolo fondamentale la parte preburocratica dell’adozione; ossia la parte prettamente umana e preparatoria all’accoglimento di un nuovo membro all’interno della propria famiglia.

Allora partiamo dalle possibile problematiche che l’adozione potrebbe portare nella famiglia stessa: il rischio giuridico (maggiore nelle adozioni nazionali), le ferite provocate dall’abbandono inevitabili nel bambino, il rischio sanitario, le difficoltà scolastiche e di apprendimento, la ricerca delle proprie origini (maggiore nelle adozioni nazionali).

Queste sono le basi della cultura dell’adozione che, ogni coppia deve mettere in conto prima di procedere all’iter burocratico da affrontare. Presso quasi tutti gli sportelli ASL, è attivo un centro adozioni dove è possibile affrontare queste tematiche con psicologi ed assistenti sociali e poi esistono anche associazioni tipo ”Le ali” ”Le radici” e molte altre, che forniscono egualmente un supporto psicologico e l’assistenza nelle carte da compilare e nei passi da svolgere. E’ bene presentare la domanda sia per l’adozione nazionale che per quella internazionale onde avere maggiori e più veloci possibilità. Vediamole un attimo nello specifico sia l’una sia l’altra.

L’adozione nazionale è l’adozione di un bambino, figlio di italiani e/o stranieri, all’interno del contesto giuridico dello Stato Italiano. Sono figli di madre che non vuole essere riconosciuta o tolti dalla custodia delle famiglie naturali per le più svariate motivazioni. Quando il Tribunale dei Minori valuta che le difficoltà della famiglia di origine sono permanenti, decide di emettere un “Decreto di adottabilità” ed attivare i colloqui con le famiglie che hanno dato disponibilità per l’adozione.

Per l’adozione nazionale i tempi necessari per adottare sono piuttosto brevi, generalmente intorno ai 12-14 mesi dal momento della deposizione della domanda. Il numero di bambini adottabili è però molto più basso che all’estero per cui le possibilità risultano minori. Inoltre l’adozione nazionale deve fare sempre i conti con il ‘rischio giuridico’: è la possibilità che il bambino debba ritornare alla famiglia di origine (oppure ai parenti sino al 4° grado) durante il periodo di collocamento provvisorio.

L’adozione internazionale è l’adozione di un bambino straniero fatta nel suo paese, davanti alle autorità e alle leggi che vi operano. L’adozione di un bambino straniero è il percorso più lungo e complesso. Per l’adozione internazionale i tempi necessari per adottare sono generalmente lunghi, anche sino a 3 anni dal momento della deposizione della domanda, ma il numero dei bambini è di gran lunga maggiore rispetto al nostro Paese.

Il bambino straniero che entra in Italia non è sottoposto a rischio giuridico, ma è più esposto a rischi di tipo sanitario. Auspichiamo uno snellimento dei tempi di attesa e vogliamo ricordare che le due strade percorribili debbono essere entrambe prese in considerazione, nel caso contrario ciò vorrebbe poter dire che la coppia deve mettersi in discussione perché non esiste una discriminante nei bambini.

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