Stefano Mariano Mazza e il suo “Nunc est bibendum” in aula consiliare, il primo di una trilogia

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nuncestbibendumROCCA DI PAPA / Eventi – Venerdì 23 gennaio alle ore 17,15 in aula consiliare si terrà la presentazione del libro “Nunc est bibendum– Le Lupe di Augusto”  (Edizioni Solfanelli) di Stefano Mariano Mazza, ingegnere classe 1953 con la passione per la storia e l’archeologia romana, che si lancia in un volume che è il primo di una trilogia che si snoda nell’arco di ottocento anni.

Presentazione – “A Roma, a cavallo dell’Anno Domini, due donne, l’Imperatrice Livia Drusilla e la sua ancella personale Galeria, vivono le loro vite parallele, agli estremi opposti della scala sociale, a fianco di Augusto, l’uomo di cui si è detto tutto e, forse, anche troppo.

Crescono assieme tra tragedie e onori, annullando le loro differenze di rango; si aiutano nelle avversità affrontando due realtà differenti, accomunate da un desiderio sottile e strisciante, scavalcando spesso la soglia che sconfina nell’amore. Si spostano con leggiadria fra gli eventi che condizioneranno il mondo per i secoli a venire, entrambe consapevoli del loro ruolo tra i personaggi che hanno scritto la Storia.

Nello stretto rapporto che si instaura tra ancella, divenuta liberta, e la Domina amica, Galeria scivola fra un’impertinente studiata vacuità e l’interpretazione ironica e illuminata sulla vita quotidiana di un grande, quale l’imperatore è. Questo le conferisce il carattere principale nella narrazione, con il contraltare di una Livia Drusilla liberata dai cliché stereotipi di morigeratezza assegnatigli dalla storiografia tradizionale.

Il racconto si snoda tra i convivi con doviziosi virtuosismi sull’enogastronomia d’epoca, intrecciandosi con le celebrazioni e i riti religiosi, congli eventi bellici e politici vissuti al fianco di personaggi di tutto rispetto. Politici e generali, letterati e matrone convivono a contatto con una presenza pesante che aleggia su di loro: quella della morte che può arrivare in ogni momento.

Il rapporto tra Galeria e la poco pragmatica Domina è vissuto giorno per giorno, le cui vicende sono tratteggiate con la prospettiva privilegiata della dorata esistenza comune, tanto esagerata quanto reale, che talvolta induce nelle protagoniste i dubbi esistenziali.
I luoghi dell’azione, le residenze, le ville e gli edifici imperiali a Roma e nelle Provincie, vengono visitati e descritti con il verismo dell’archeologia … Augusto, inarrivabile, interviene solo indirettamente, per bocca degli altri componenti della famiglia imperiale e dei suoi collaboratori più stretti.

Livia e Galeria – immerse in un contesto di personalità famosissime, invischiate in congiure e tradimenti, con una corruzione dilagante e con gli eccessi epicurei del bere e del mangiare – riescono sempre ad avere la meglio.
Il pot-pourri che ne esce è un erudito miscuglio di storia, umanità ed edonismo, galleggianti fra vizi e virtù, in aperto contrasto con le stantie assegnazioni dei ruoli tradizionali, troppo spesso basate su un pedissequo, bimillenario, copia-incolla”.

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