L’arte di Pizzi Cannella in mostra ad Avellino

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ROCCA DI PAPA/ attualità – L’artista è nato a Rocca di Papa

Dal 19 gennaio al 9 febbraio 2015 l’Irpinia torna a parlare di arte contemporanea con la mostra di Piero Pizzi Cannella “La Fontana Ferma – Fusioni in bronzo 1987 – 2013”, la prima personale dell’artista romano in terra irpina, a cura di Maria Savarese.

Pensata appositamente per le stanze del Complesso Monumentale Carcere Borbonico di Avellino, il principale polo museale della provincia avellinese, “Pizzi Cannella. La Fontana Ferma – Fusioni in bronzo 1987 – 2013” presenta oltre venti opere, tra sculture e carte. In questa occasione, Piero Pizzi Cannella svela alcuni dei suoi lavori più intimi: l’artista ha più volte intrecciato alla sua attività pittorica quella scultorea dando vita, con quest’ultima, a piccoli oggetti preziosi e segreti. Nucleo della mostra è l’installazione La Fontana Ferma, composta da quattro grandi anfore all’interno delle quali è previsto un sistema di irrigazione che consente un gioco specchiante di acqua sempre a filo con la bocca dei vasi. Attorno ad essa, ruotano 14 sculture inedite, realizzate nell’arco di quasi 30 anni: i Gioielli, le Conchiglie, i Fiori secchi e le Lucertole che lo stesso artista definisce i suoi “personaggi immaginari”, sempre presenti nelle sue tele, compaiono qui per la prima volta sotto forma di scultura. Alle sculture, si aggiungono alcune grandi carte (cm 130×90) che approfondiscono la tematica dei vasi e delle anfore.
La prima scultura in creta realizzata dall’artista risale al 1978; ad essa, nel corso dei decenni, si sono aggiunte numerose piccole opere, alcune delle quali raggruppate in questa mostra per la prima volta.

La scultura, nell’opera di Pizzi Cannella, è una diretta emanazione dei suoi disegni, una loro materializzazione tridimensionale senza alcuna velleità di appropriarsi dello spazio. L’artista lavora con diversi mezzi, prediligendo tele e carta, ma le sculture e le ceramiche realizzate in passato risultano idealmente atti che compongono un’unica grande opera.

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