Parigi-Pechino 2016, ci sarà anche la Scuderia Cabum-Squadra Corse

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ROCCA DI PAPA/ sport – L’equipaggio, già protagonista di molti impegni sportivi, si appresta ad una nuova sfida

”Spesso succede che le idee più folli nascano durante la classica chiacchierata di quattro amici al bar e così è stato. Il pretesto seguire via internet, tappa per tappa, un nostro amico impegnato nella edizione del 2013. Lentamente si è fatta strada nelle nostre menti l’idea di partecipare all’edizione del 2016. Abbiamo cominciato a studiare per capire se l’impresa era nelle nostre possibilità. Abbiamo esaminato tutte le criticità e, dopo mesi di riflessioni, abbiamo deciso: ci saremo anche noi”. Con queste parole sul profilo Facebook, la Scuderia Cabum- Squadra Corse di Rocca di Papa ha spiegato il motivo per cui sarà presente alla dura ed affascinante Parigi-Pechino 2016.

L’equipaggio sarà costituito da Angelo Cavalli, pilota nato nel 1948 a Roma, Medico di Medicina Generale con esperienze di pista con autoturismo gruppo 2, monoposto formula Ford e lunghi viaggi in auto per il mondo. Il navigatore sarà Gianni Gentile, nato nel 1965 a Roma, con una trentennale esperienza meccanica sia in assistenza che in pista in ambito Ferrari. Attualmente è responsabile accettazione assistenza Samocar (Ferrari-Maserati) della quale è dipendente da 25 anni. L’equipaggio ha partecipato a quattro Campionati Nazionali Ferrari con una Ferrari California. Migliori risultati: 3° Coppa Stella Alpina 2013 – 2° Targa Florio 2013 – 4° Mille Miglia 2013 – 3° Campionato Italiano 2013 – 1° classificato 8 cilindri Mille Miglia 2014.

Il preparatore sarà invece Gerardo D’Avelli (D’Avelli Racing – Castro dei Volsci FR), ex pilota pluricampione di indiscussa esperienza, titolare di un’autofficina per la preparazione di auto da Rally che ottengono numerosi successi in campo nazionale.

LA GARA – La “Pechino-Parigi” fu un raid automobilistico organizzato per la prima volta nel 1907, che portò cinque equipaggi, a bordo di altrettante vetture europee, a tentare di raggiungere Parigi partendo da Pechino, lungo un itinerario di circa 16.000 chilometri.

Si partì il 10 giugno alle ore 8 e sin dal primo giorno si distinse la superiorità tecnica ed organizzativa dell’equipaggio italiano, composto dal principe Scipione Borghese e dal suo autista Ettore Guizzardi, a bordo di una Itala. Con loro era anche l’inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini. La prima edizione moderna, organizzata da Philip Young (Endurance rally organization), fu nel 1997 e, da allora, si svolge ogni tre anni, riservata ad auto storiche. Finora ci sono state cinque edizioni della gara; il percorso ricalca quello originario attraverso due continenti.

La sesta edizione di questo incredibile raid partirà dalla Grande Muraglia il 12 giugno del 2016 e si sono iscritti centoventidue concorrenti, equipaggi provenienti da 26 nazioni diverse, attirati da un rally che non ha eguali al mondo. Cinque settimane d’avventura, 16.000 chilometri di gara con le vetture più solide e affidabili della storia dell’automobile, vecchie di almeno quarant’anni e divise in quattro categorie: Vintage (fino al 1930), Anteguerra (fino al 1941), Classiche (costruite prima del 1975) con motore fino 2.000 centimetri cubici e Classiche con motore oltre i duemila di cilindrata.

Durante il percorso, dopo la grande Muraglia, si entra nel deserto del Gobi e nel nulla della Mongolia per otto giorni; altri 12 per attraversare le steppe siberiane e lasciarsi alle spalle gli Urali; poi Russia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, tappa italiana a Trento, arrivo in place Vendôme il 17 luglio.

E’ una gara molto impegnativa che mette a dura prova la resistenza fisica degli equipaggi e la resistenza meccanica dei mezzi, che vengono appositamente preparati per quest’impresa. Ogni giorno controlli orari e prove speciali di velocità, l’equipaggio dovrà provvedere a se stesso, proibita qualsiasi forma di assistenza organizzata, tre camion-officina ufficiali per le riparazioni di emergenza. Tutti i ricambi a bordo, Gps, telefono satellitare obbligatori, tenda per il deserto mongolo.

Le medaglie d’oro si conquistano rispettando quotidianamente gli orari di partenza e di arrivo e concludendo tutte le prove di velocità entro il tempo massimo. Vincitore assoluto chi avrà ottenuto i tempi migliori nelle speciali, in pratica, chi arriva prima vince.

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