Daniele Acciari, il campione di flipper sul tetto d’Europa: ”Grande soddisfazione”

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ROCCA DI PAPA/ sport – Intervista con il talento roccheggiano. Dopo aver vinto il mondiale, ora ha ottenuto un altro grande successo

Il roccheggiano Daniele Acciari è da qualche giorno il miglior giocatore d’Europa di Flipper sportivo. Lo ha sancito il titolo conquistato dieci giorni fa a Zell, in Svizzera, dove si sono disputate le finalissime dell’European Championship Series. La competizione si è svolta durante tutto il 2014 e si è dipanata su 17 tappe diverse in tutto il continente. Le finali sono state disputate dai primi 32 classificati del circuito. Daniele ottiene così un altro importante trofeo da inserire nella sua nutrita bacheca, all’interno della quale c’è già un bel titolo mondiale.

Acciari, dopo il mondiale anche l’europeo: che sensazioni prova?

Un obiettivo che inseguivo da tempo ed è stata una grande soddisfazione vincerlo, soprattutto perché ho giocato contro il mio eterno rivale, lo svedese Jorian Engelbreaktsson in finale.

Come è nata la sua passione per il flipper e quante ore si esercita al giorno per arrivare ai massimi livelli?

Ho iniziato a giocare da bambino a 7 anni. Quando l’ho visto è stato un colpo di fulmine. Giocando diventavo sempre più bravo e con 500 lire giocavo tutto il giorno su uno sgabello in piedi perché non arrivavo ai tasti. La passione è subentrata dopo, quando ho scoperto l’esistenza dei tornei nel 2007. Ho partecipato all’europeo in Svezia e sono arrivato quinto al mio primo appuntamento, perdendo appunto con Jorian, ma ho perso più per l’emozione e la pressione che avanzava perché avevo capito di essere in semifinale. In sostanza ho giocato da profano dai miei 7 ai miei 12 anni, tutti i giorni tre o quattro ore al giorno. Poi i flipper sono spariti per far posto alle slot machines e li ho rivisti 10 anni dopo nel mio primo torneo. Quell’occasione mi ha confermato che la bravura mi era rimasta. Ad oggi i miei allenamenti sono poco e niente, anche perché con il mio lavoro ed altri impegni per il flipper ho poco tempo, ma finché vedo che i miei rendimenti vanno bene continuerò così.

Ultimamente la curiosità per questa attività sportiva è cresciuta. Da cosa è dipeso secondo lei?

All’estero il flipper è ormai cresciuto già da qualche anno ed in Italia come sempre arriviamo in ritardo. Credo che in Italia sia cresciuta perché da quando ho vinto i mondiali mi sono anche impegnato per divulgarla il più possibile, approfittando del momento favorevole. Oggi in Italia esiste una federazione di flipper riconosciuta a livello mondiale e lo stesso flipper fa parte anche della UISP. Ci sono tante persone appassionate e stiamo andando avanti per la nostra strada. Ovviamente poi, come ogni cosa, c’è sempre gente che cerca di lucrare cavalcando l’onda, vedi i prezzi dei flipper che sono 5 volte maggiori al loro valore e c’è sempre più gente che compra, però la cosa strana è che ancora c’è poca propensione per il giocato e un grande interesse collezionistico. Personalmente sono molto contrario a ciò, perché farebbe diventare questa passione, a lungo andare, soltanto una cosa per ricchi.

Quando un italiano arriva ai massimi livelli europei o mondiali di solito riceve una telefonata dalle massime autorità. Purtroppo questo accade per gli sport maggiori e molto meno per quelli minori. Cosa si dovrebbe fare, secondo lei, per allargare ed ampliare l’interesse per il Flipper tra i più giovani?

Anche se non sembra, il Flipper è uno sport molto complicato e c’è molto da imparare. E’ un mix di abilità sul campo con la gestione della palla e allo stesso tempo adeguare ciò alle regole di ogni flipper. Ci saranno circa 500-600 flipper da studiare e per ognuno farsi la propria strategia a seconda la situazione e tipologia di torneo. È molto complesso e forse per questo poco seguito perché ad oggi la gente vuole tutto subito e senza fatica. In America, ad esempio, la situazione è diversa e siccome è molto seguito ti danno la disponibilità nei loro tornei di servirsi di internet per trasmettere lo streaming del torneo in diretta, compreso di commenti dei conduttori e della telecronaca. In Italia per diffonderlo ai più giovani credo che si dovrebbero organizzare eventi in giro e togliere dalla testa della gente che si gioca per vincere denaro. Deve essere come era una volta, quando si giocava per puro divertimento. Se una persona capisce questo si divertirà di più e troverà anche più amici. D’altronde l’Italia è piena di slot, quindi questo ci dice che la mentalità è ben diversa dal giocatore di flipper.

Quali sono i suoi prossimi appuntamenti?

Prossimi appuntamenti sono in America a Louisville in Kentucky per un torneo all’expo del flipper che dura 4 giorni e poi il Papa 18, il torneo più grande al mondo. I due tornei sono visibili sicuramente in streaming dall’Italia, Infine i mondiali in Svezia, a Maggio”

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