Pirandello a Monte Cavo, il gigante con gli occhiali che ispirò ”L’esclusa”

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ROCCA DI PAPA/ attualità – Bella partecipazione oggi al Museo Geofisico

Una bella partecipazione oggi presso il Museo di Geofisica di Rocca di Papa per l’apertura della manifestazione culturale itinerante del Musuem Grand Tour denominato “I was here”, volto a celebrare i grandi personaggi, pilastri della storia e della letteratura nazionale, legati ai nostri territori. E’ stato Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura, il primo protagonista della rassegna cui ha voluto essere presente, accanto al sindaco ospitante Pasquale Boccia, anche il presidente dell’XI Comunità Montana Giuseppe De Righi. Organizzatori della rassegna, che ha avuto la grande collaborazione della biblioteca di Rocca di Papa e della sua responsabile Rosita Millevolte, sono stati Vincenzo Rufini e Stefano Maria Meconi.

Un viaggio, anche fotografico, attraverso la vita, le opere e il pensiero di uno dei più importanti letterati italiani che scrisse proprio a Rocca di Papa il romanzo “L’esclusa”, storia di una donna accusata ingiustamente di infedeltà, che alla fine commette realmente adulterio.

Era innamorato Pirandello della bellezza dei nostri territori e della semplicità della vita quotidiana del borgo, che forse gli ricordava la sua terra natia, ad Agrigento. Negli anni 1893-94, lo scrittore, giunto nella  borghesia rampante romana, era solito venire in villeggiatura, come si usava all’epoca, proprio a Monte Cavo, da lui chiamato Monte Cave, e in seguito definito “il gigante dal naso all’insù munito di  occhiali” ossia i due laghi, di Albano e Nemi.

Una testimonianza di Don Luigi De Angelis raccolta da Tito Basili narra che Pirandello, durante un soggiorno con l’amico e giornalista Ugo Ojetti presso l’ex convento di Monte Cavo, da poco convertito in albergo, ebbero l’idea, insieme ad altri due amici, di indossare il saio e di aggirarsi per il paese fingendosi dei religiosi. Il gioco durò per qualche tempo, finché la finzione non fu palese, e i quattro decisero di andare a spiegare il loro intento scherzoso al parroco dell’epoca, Don Giuseppe Santovetti, e a presentare le dovute scuse.

Il primo cittadino di Rocca di Papa ha voluto ringraziare tutti i presenti e gli organizzatori per questa bella iniziativa, che valorizza le radici culturali del nostro territorio e che ha scelto, come location, proprio il Museo di Geofisica, perno del circuito culturale della città, che presto, grazie ad una nuova convenzione con l’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geologia, sarà protagonista di un nuovo slancio gestionale volto ad incrementarne la promozione e le visite, soprattutto delle scuole d’Italia.

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