La Natura è viva: ai Castelli Romani c’è il Rospo smeraldino

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ROCCA DI PAPA/ attualità: Il Parco: La soddisfazione di pensare che anche questo è il frutto silenzioso di trent’anni di Parco

Una importante scoperta è stata effettuata all’interno del territorio protetto del Parco dei Castelli Romani. Alcuni esemplari di Rospo smeraldino (denominazione scientifica Bufo balearicus), un anfibio anuro (cioè, senza coda) sinora mai segnalato per l’area dei Colli Albani, sono stati individuati dal Servizio Naturalistico dell’Ente in prossimità della località di Vallericcia, nel settore meridionale del Parco, all’interno del territorio comunale di Genzano di Roma.

Il Rospo smeraldino è elencato nell’appendice IV della direttiva Habitat (92/43/CEE), cioè tra le “specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”, ed è particolarmente tutelato anche ai sensi della legge regionale del Lazio n. 18 del 1988. Inoltre, è una specie endemica dell’Italia.

Il Rospo smeraldino

Vive generalmente dal livello del mare fino a 500 m. Come il rospo comune, ha abitudini terrestri, tornando all’acqua solo per la riproduzione. È più frequente nelle pianure steppose aride e nei pressi del mare; spesso, lo si osserva anche in zone antropizzate, come margini di coltivi ed aree urbane e suburbane. Generalmente è attivo al crepuscolo e di notte, soprattutto nei periodi più caldi e nelle zone meno umide, trascorrendo la giornata nascosto sotto grosse pietre, tane, tronchi, ecc.

Il Rospo smeraldino può essere minacciato dall’uso di insetticidi in agricoltura e dall’abbassamento della falda acquifera sotterranea che induce la scomparsa di acque temporanee necessarie per la riproduzione.

Come accade anche per il Rospo comune, il maschio del Rospo smeraldino ha dimensioni inferiori alla femmina (circa 2 cm. di differenza in lunghezza). Ciò che differenzia esteriormente le due specie di rospi è la colorazione: il Rospo comune ne possiede una dai toni meno accesi – nella gamma del marrone e del grigio – mentre il Rospo smeraldino è caratterizzato dal contrasto tra vivaci macchie verdi su un fondo bianco-giallastro e macchioline puntiformi rosse.

Tutti gli anfibi, essendo animali molto legati all’acqua e, quindi, alla sua qualità, possono essere considerati indicatori dello stato dell’ambiente: la presenza del Rospo smeraldino, almeno in alcuni settori del Parco, può suggerire il mantenimento di condizioni accettabili, e impone una più stringente azione di salvaguardia di certe condizioni e il loro ripristino, laddove siano state perdute per cause riconducibili ad azioni inappropriate dell’uomo.

Come ogni animale selvatico, non deve essere disturbato per alcuna ragione; peraltro, se maneggiato, è in grado di difendersi emettendo una secrezione sierosa irritante se a contatto con le mucose degli occhi o della bocca.

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