Le semente cinesi stanno conquistando il mercato. Cosa finirà sulle nostre tavole?

0

L’allarme di Coldiretti è del 2008, specie sulla zona di Prato, ma il fenomeno potrebbe espandersi

Gli agricoltori cinesi stanno conquistando ettari di terra in Italia utilizzando le semente “Made in China”. Dopo anni di progressiva penetrazione nel tessuto economico e sociale, gestiscono ormai il 25% dei terreni agricoli in provincia della città di Prato. I lavoratori dormono nelle roulotte, in serre e baracche di nylon, con metodologie sconosciute alla tradizione italiana. Coldiretti aveva già denunciato nel 2008 la situazione, ma ora sembra essersi propagata, minacciando, con il suo esempio, altri territori nazionali.

Coldiretti ha affermato in passato che molti sono gli aspetti poco chiari della loro attività, a partire dalle semente che vengono utilizzate. Non se ne conosce la provenienza, arrivano in Italia eludendo spesso i controlli doganali. Un percorso irregolare che preoccupa.

”E’ evidente che si tratta di una colonizzazione sfuggita di mano – ha evidenziato Coldiretti – che necessità di più rigidi controlli e maggiore attenzione nei confronti di un fenomeno in fortissima espansione. La presenza degli stranieri in agricoltura è un fattore importantissimo: dal 2006 ad oggi gli imprenditori agricoli comunitari ed extracomunitari sono il 15,1% in più contribuendo in maniera determinante ad un settore strategico per la nostra economia – conclude Coldiretti – ma devono rispettare le stesse regole degli italiani e soprattutto garantire la tracciabilità delle semente e delle piante e dei prodotti che propongono anche se questi vengono consumati dai loro connazionali”.

La filiera agroalimnentare, per queste ragioni, nei prossimi anni, di pari passo alla forza economica cinese nel mondo, potrebbe essere a rischio, assieme alla nostra salute. Perchè se le aziende passano di proprietà è un problema del mercato, ma quello della nostra sicurezza individuale è qualcosa di più importante. Cosa troveremo sulle nostre tavole tra dieci anni? Le associazioni del settore stanno lanciando dei campanelli d’allarme. Saranno raccolti? Le regole e la qualità sono in cima all’agenda delle necessità.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com