Concluse le indagini sulla morte di Angel, il cane di quartiere ucciso a bastonate

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ROCCA DI PAPA/ Attualità – La vicenda risale a giugno 2013

Era il 20 luglio 2013 quando Angel, il cane di quartiere in via dei Monti, veniva preso crudelmente a bastonate ed infine ucciso. L’episodio scosse le sensibilità animaliste e l’intera comunità di Rocca di Papa, ma non solo. La triste morte del povero cane randagio, che veniva accudito dalla gente del posto, fece letteralmente il giro del Mondo e innescò una mailing bomb impressionante che chiedeva a gran voce giustizia.

L’autore del gesto fu denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri. L’uomo, un 48enne, al tempo da poco domiciliato in zona, dalle testimonianze raccolte grazie alla collaborazione del consigliere delegato alla Tutela degli Animali Giorgio Serafini e dell’associazione animalista Arcipelago 2000 Onlus della città con gli agenti della Polizia Locale, pare non gradisse la presenza di Angel, che stazionava nel piazzale condominiale da dove più volte lo aveva scacciato in malo modo. Fino a quel 18 giugno, quando il getto di una pompa d’acqua e tante bastonate segnarono il tragico epilogo. Angel, soccorso da Daniela Di Rosa, un’animalista che poi ha sporto denuncia, il giorno dopo va in coma e infine muore.

Era affettuosamente chiamato “Mezzogiorno meno un quarto” quel povero cane, “perchè era solito presentarsi a quell’ora per il pranzo” riferisce Daniela.

Il referto del veterinario è stato chiaro fin dall’inizio: si tratta di trauma cranico, risultato delle palate che sarebbero state inferte all’animale volontariamente e deliberatamente. Ora, la vicenda che ha fatto il giro del Mondo, che ha spinto centinaia di persone a intasare la posta elettronica degli amministratori della città, sta andando nel verso che in molti auspicavano non solo per il povero Angel ma anche per tutti gli animali che subiscono maltrattamenti.

Il Tribunale di Velletri ha notificato la chiusura delle indagini “al reato di cui all’art. 544 bis del codice penale, poiché senza necessità, brandendo un badile, colpiva alla testa e al muso un cane cagionandone la morte”.

L’imputato ora ha la possibilità di presentare sue memorie difensive circa l’accaduto. La giustizia sta facendo dunque il suo corso.

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