Quando anche la sosta per andare a trovare un caro vecchietto è a pagamento

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ROCCA DI PAPA/ Attualità – Ormai da tempo, ed ora dopo alcuni lavori di sistemazione, sono a strisce blu i parcheggi della clinica San Raffaele di Rocca di Papa

Una volta i nonni, gli anziani si tenevano in casa, si tolleravano le loro bizze, i momenti a tratti comici, a tratti drammatici della loro aterosclerosi, si cercava di recuperare pazienza e imporsi rispetto per la persona che prima era stata il nostro congiunto. Molti cambiamenti, non ultimo quello del lavoro della donna ha privato la famiglia di quel sostegno primario che permetteva all’anziano di restare con i suoi cari e molte famiglie ormai sono costrette, rassegnate o ben felici, a seconda del grado di attaccamento e sensibilità verso il “vecchio”, di depositare l’anziano parente nelle case di riposo. La tristezza di dover affidare un anziano congiunto al personale di una casa di riposo non è forse condivisa da tutti, ma tuttavia può essere, a volte un’inevitabile necessità in una situazione che non ammette alternative.

A Rocca di Papa ci sono diverse strutture che si occupano di questo tipo di assistenza. Una di queste, immersa nel bosco, ricavata da vecchie ville di un tempo, è ora gestita da un ente molto conosciuto a livello nazionale. Consente analisi e indagini radiologici a prezzi non molto distanti da quelli che si affrontano in convenzione e ha, all’interno della sua organizzazione, servizi a lunga degenza e ricoveri ospedalieri. Da tempo l’ampio parcheggio nel bosco circostante, in una natura a tratti incontaminata, è stato trasformato in zona di sosta a strisce blu. Un provvedimento che lascia perplessi: parenti che vanno a trovare malati, ricoverati, anziani, anche due volte al giorno, pazienti che si recano per occasionali prestazioni come prelievi o lastre, badanti che si danno il cambio nell’assistenza di pazienti non più autosufficienti, dovranno pagare il pedaggio per la sosta temporanea.

Ci si chiede: ma dove pensano potrebbero parcheggiare, alternativamente, i parenti degli “ospiti” o gli stessi occasionali utenti della struttura in questione? Forse dovrebbero giungere a piedi, o con l’autobus, o con un taxi, da Rocca di Papa, da Roma o da qualsiasi altro punto più o meno distante? O è giusto parcheggiare direttamente sulla strada creando problemi alla viabilità? Stupisce la decisione di attingere introiti anche dai parcheggi: la struttura incamera poco meno di duemila euro mensili per un ospite a lunga degenza.

E’ vero, a Roma in alcuni ospedali si paga, e pure caramente, la sosta: siamo nella metropoli, non si trova un posto libero se non con una straordinaria dose di fortuna, molti sono rassegnati. Ma qui, in questo centro di riabilitazione e di cura, lo spazio per le auto non pare sia un problema di primaria urgenza, al punto da dover richiedere un contributo per la sosta. Ci si interroga, a volte, vedendo queste imprevedibili quanto singolari iniziative “finanziarie” di certe imprese, di che pasta siano fatti alcuni amministratori: gestiscono una struttura di assistenza, un luogo di sofferenza e vanno a speculare su un parcheggio che non offre particolari problemi di spazio e di manutenzione? Qui viene da riflettere su quanto sia diventato sottile il grado di sensibilità di chi gestisce l’assistenza verso persone che vivono in solitudine il periodo, forse più fragile, per molti definitivo epilogo della loro esistenza.

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