Traguardi e sconfitte del primo mandato della Pro Loco Città di Rocca di Papa

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Il 28 maggio si vota per rinnovare il direttivo

E’ tempo di rinnovi in casa della Pro Loco Città di Rocca di Papa. Il prossimo 28 maggio, alle ore 18,30 in aula consiliare, si voterà infatti per eleggere il nuovo direttivo, quando si è giunti alla scadenza del primo mandato quinquennale.

Abbiamo chiesto al presidente Emiliano D’Andrea di fare un bilancio di questi anni, che hanno rappresentato un po’ una novità per Rocca di Papa per quanto riguarda la programmazione degli eventi e la gestione del calendario cittadino.

“ Come tutte le nuove iniziative, la partenza non è mai semplice, sopratutto quando si cerca di creare un progetto grazie al contributo di persone che fino al giorno prima non avevano mai lavorato insieme. La voglia di tutti di mettersi al servizio della città, però, ha fatto in modo che si sia riusciti a creare un gruppo solido, che ha comunque raggiunto risultati importanti”.

Di quali risultati parliamo?

“La realtà in cui siamo stati catapultati fin dalla nascita del direttivo ci ha spinto a lavorare fin da subito sulle feste storiche. La città ha subito avuto bisogno di un gruppo di lavoro che potesse in primis mantenere vive le tradizioni, che in qualche modo rischiavano di essere perse, e prima su tutto la sagra delle castagne. Risorse scarse, poca organizzazione ma tanta passione hanno consentito al gruppo di raggiungere in pochissimo tempo, il primo e forse più importante obiettivo che veniva richiesto: rendere la sagra delle castagne un evento sostenibile a livello economico. In 4 edizioni siamo riusciti a far risparmiare ai cittadini di Rocca di Papa oltre 400.000 euro creando al contempo un format che permette di mantenere “vita natural durante” una delle tradizioni popolari più importanti della nostra splendida città, essendo ormai un evento che si autofinanzia mantenendo la qualità e la partecipazione della gente.
Ora il compito di chi verrà dopo di noi sarà quello di migliorarlo in termini di qualità e partecipazione”.

Quali sono stati gli altri eventi cui avete lavorato?

“Vorrei precisare che tutte le altre iniziative importanti o un semplice finanziamento di eventi, come ad esempio, il Santo Patrono o il carnevale sotto la sala del sacro cuore sono stati possibili solo con una gestione oculata delle risorse gestite e create con tanto sacrificio.
La Pro Loco è riuscita nonostante tutto a mettere in piedi una miriade di iniziative come da tanto tempo non si vedevano in città. Alcune di grande successo come la prima edizione della Festa della Ciambella degli sposi, 4 sport per 4 sentieri (evento che incardina in se tutto il progetto Proloco), la Festa della Pizza con la quale abbiamo realizzato una festa popolare che ha richiamato più di 3000 persone grazie ad un intrattenimento di livello nazionale con personaggi della televisione. Siamo riusciti infine a portare nella nostra città il Campionato Italiano di Enduro, grazie al quale abbiamo riempito per quasi l’intera settimana le strutture ricettive della zona”.

Quali sono state le difficoltà che avete incontrato durante il cammino?

“Sicuramente la scarsità di risorse. È necessario infatti ricordare che dal comune la Proloco riceve 15.000 euro all’anno, poco purtroppo per consentire alla Pro Loco di strutturarsi al meglio con una propria segreteria funzionale in grado di gestire tutti gli iter burocratici. Per questo c’è bisogno a parer mio che gli uffici comunali mettano a disposizione una risorsa in grado di affiancare i membri dell’associazione, ed aiutarli a districarsi tra i vari regolamenti comunali e sovra comunali. Del resto tutti i membri della Pro Loco sono semplici volontari che devono pur lavorare per portare a casa lo stipendio.
Spiacevoli sono stati poi alcuni episodi in cui si sono create contraddizioni in merito al nostro operato da più parti, sia da parte dell’Amministrazione che da parte dell’opposizione o della comunicazione cittadina: da un lato, la mancanza di decisionismo che ha causato ad esempio la mancata emissione di un’ordinanza per la chiusura del parco dei Campi d’Annibale per fare un evento, dall’altro addirittura pensare al complotto e far arrivare una multa per aver visto coperti per un solo giorno manifesti politici, oppure le denunce di emeriti deficienti che predicano bene e razzolano male, che dicono che la politica si deve fare senza interessi e poi sono i primi a non crederci facendo passare gente che lavora per la collettività come truffaldini. Questo è secondo me, insieme alla mancanza di iniziativa privata dei commercianti o degli prenditori locali, il male maggiore che ha la nostra città”.

Qualche rimpianto?

“Chi lavora, a differenza di chi non fa mai nulla, spesso e volentieri può sbagliare come è capitato sicuramente anche a noi in questi anni. Una cosa è certa, quando abbiamo sbagliato e le cose non sono venute come tutti noi auspicavamo, lo abbiamo comunque fatto in buona fede. Abbiamo cercato più volte di coinvolgere il centro storico del paese, cercato di valorizzare il verde pubblico, le nostre risorse artistico culturali e in alcuni casi potevamo fare sicuramente meglio, così come meglio però potevano fare i cittadini garantendo una partecipazione più ampia, oppure i commercianti, come ho detto prima, che sono un’ altra mancanza grave nel paese, sia in termini di numero che in termini di partecipazione, per consentire di migliorare le cose”.

Qual è secondo te la ricetta giusta per Rocca di Papa?

“Il progetto almeno nella mia testa si basava e continua a basarsi, nella volontà di posizionare Rocca di Papa come la meta in cui i romani in primis ma anche i turisti tutti, possono vivere le loro passioni all’aria aperta. Sia che amino andare in bici che camminare, oppure andare a cavallo, possono trovare a Rocca di Papa, tutto quello che occorre loro per praticare le proprie passioni”.

Come avete lavorato per realizzare questo progetto?

“In molte occasioni abbiamo presentato e promosso Rocca di Papa come meta di un turismo sportivo e ambientale di particolare pregio, come alle ponyadi realizzate al CEF di Vivaro, oppure alla sagra dell’uva di Marino o alla festa di Lavinio.

Oltre a cercare di stimolare l’immaginario, abbiamo lavorato affinché l’Amministrazione potesse porre le basi per questa visione futura, dando mandato agli uffici e organi competenti di valutare la fattibilità di un bike park e una rete integrata di servizi e percorsi naturalistici, su cui auspichiamo si possa procedere in modo spedito. E’ necessario che si proceda con la realizzazione di una rete capace di dare un’ospitalità organizzata a chi già viene nel nostro territorio, facendo in modo che chi lo sfrutta possa almeno lasciarne anche dei benefici in termini economici occupazionali. Ne ha bisogno la città, i cittadini, la Pro Loco”.

Cosa ti auguri per il nuovo direttivo?

“Auspico che il nuovo direttivo sia composto da una compagine che garantisca la pluralità e la continuità sul progetto iniziale. Al 15 maggio si sono iscritte per partecipare alle votazioni del 28 maggio, 66 persone tra cui nessun commerciante ma numerosi esponenti delle principali associazioni cittadine, e spero che riesca ad entrare nel direttivo almeno un rappresentante di ogni realtà impegnata sul territorio.

Dal mio punto di vista continuo a credere nella politica del volontariato e sono convinto che tanto si può ancora fare, quindi mi ricandiderò per continuare a dare il mio apporto all’iniziativa ma qualora venissi rieletto nel direttivo, sicuramente non accetterò l’incarico di presidente, seppur devo dire che sono stato orgoglioso in questi 4 anni di rappresentare in diversi momenti l’associazionismo e il volontariato della città. Se non verrò rieletto, continuerò comunque a mettere a disposizione della Pro Loco le mie competenze e i miei asset per fare in modo che la città possa sempre di più emergere nel contesto turistico dei Castelli romani.

Vorrei concludere ringraziando le persone che più sono state vicine e partecipi alla nascita di questa iniziativa. Ringrazio Laura Urbinelli, Cinzia Calcatelli, Elisabetta Calicchia, Tonino Gentili, Mario Giovanetti e tutte le persone che mi hanno sostenuto ed aiutato sia in forma individuale che in forma di associazione in tutti questi anni. Un saluto particolare a Luciano Ciavarella che ci ha lasciato troppo presto, che tanto si è adoperato per migliorare la nostra città e sono convinto che dal cielo nella giornata del Downhill nel centro storico, si è commosso come tutti noi vedendo quello che siamo riusciti a fare”.

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