”Possiamo battere il bullismo”. A Rocca di Papa il convegno sulla nuova legge regionale

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ROCCA DI PAPA/Attualità – Oltre al vicepresidente del consiglio regionale Valeriani presenti anche rappresentanti delle associazioni, del mondo culturale, militare, politico del territorio

Il bullismo è una piaga sociale che si può combattere. Con la buona amministrazione, l’impegno politico ed istituzionale, sociale e associazionistico. E’ questo il messaggio uscito dal convegno organizzato dall’assessorato ai Servizi Sociali e dal Laboratorio Centro Storico nell’aula consiliare di Rocca di Papa e che ha visto per protagonisti il Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Massimiliano Valeriani, il sindaco Pasquale Boccia, il Comandante della stazione locale dei carabinieri Ottavio Atripaldi, la mediatrice culturale Floirentina Pagnaier, il Prof. Di ”Roma Tre” Felice Casula, la dirigente scolastica Lucia Di Michele, l’assessore Marika Sciamplicotti. Tema del confronto: la legge regionale di prevenzione e contrasto del bullismo ideata dalla Giunta Zingaretti.

”La politica e le istituzioni – ha detto Valeriani – vengono percepite come poco attraenti, ma noi abbiamo il dovere di aprire una stagione diversa. Il fenomeno del bullismo è sempre più in crescita esponenziale. I numeri sono impressionanti: il 35% dei ragazzi in età scolastica o sono bulli o sono vittime di prevaricazione, con cifre che crescono fino al 41% nelle nostre zone”. ”E’ venuto il momento – ha detto ancora – di giungere a dei risultati concreti. Il bullismo non è più come un tempo, perchè oggi è più pericoloso e si espande con margini di pericolosità ancora più profondi e attraverso i social. La crisi della famiglia ha inoltre coinciso con il picco del problema. La scuola, infine, non ha più grandi mezzi o strumenti e il corpo insegnante non è più centrale. La regione Lazio è per questo la prima ad intervenire con il contrasto ai problemi. In questo momento di difficoltà economica abbiamo intercettato quasi un milione di euro. E’ un intervento che va incontro alle famiglie, alle, scuole, alle Asl, alle realtà associative che abbiano un’esperienza di almeno cinque anni. Un intero sistema sarà così costretto a fare rete e sintesi in modo virtuoso. Stimolare il dialogo e comprendere che tutte le differenze sono delle ricchezze è il nostro obiettivo”. Il sindaco Pasquale Boccia, introducendo il dibattito, ha sottolineato la necessità, di fronte a questo tema, di un avvicinamento nel dialogo tra scuole e comunità al fine di collaborare ed uscire dal problema. ”Noi dobbiamo dare ad adulti, genitori, insegnanti e ragazzi la possibilità di incontrarsi ed interagire – ha detto – al fine di colmare le distanze e creare sensibilizzazione ed educazione”.

Il Comandante della Caserma dei Carabinieri Ottavio Atripaldi ha dato le sue considerazioni sociali sull’argomento. ”I dati allarmanti espressi in questo convegno fortunatamente – ha detto – non trovano riscontro a Rocca di Papa. Ci sono stati alcuni casi, certo, ma hanno avuto tutti un esito positivo grazie all’intervento della scuola. Naturalmente questo non deve allontanarci dal problema che è molto serio e può manifestarsi in qualsiasi momento, specie quello del cyberbullismo, più preoccupante perchè in questo caso il bullo colpisce, si nasconde ed è perdurante nella sua azione. L’importanza del dialogo, prima di tutto in famiglia, è fondamentale per iniziare ad uscire dai problemi”.

Il prof. Felice Casula si è soffermato invece sui tanti bullismi che invadono la nostra società, dal mobbing allo stalking, augurandosi che le azioni di contrasto non siano solo dirette ai giovani, ma anche agli adulti, agli insegnanti, alle istituzioni. Ha chiesto inoltre che la legge tenga conto dell’Università, ove gli educatori futuri nascono.

La Dirigente Scolastica dell’IC Leonida Montanari, Lucia Di Michele, ha sottolineato come sia proprio la società in cui viviamo ad essere piena di bulli. ”Anche per questo – ha detto – dobbiamo educarci per educare al meglio”. Un appello è stato rivolto affinchè le risorse non siano proiettate verso la scuola e alle sue attività, ma anche quando le le forme didattiche non sono presenti, nella fase quindi avulsa dal contesto delle lezioni.

La Mediatrice culturale Florentina Pagnejer, partendo dalla sua esperienza personale nelle carceri, ha invece tracciato un profilo della figura del bullo come un essere umano che agisce per un malessere interno che si incanala ed esplode verso gli altri per non sentirsi solo. Un comportamento che talvolta coinvolge anche chi non è violento, ma che assiste agli eventi e si lascia trascinare da essi. La Pagnejer ha quindi rivolto un messaggio ai ragazzi presenti in sala incoraggiandoli ad amare sé stessi, le proprie capacità, affinchè si arrivi a quella condizione ideale per superare qualsiasi ostacolo. Infine il saluto dell’assessore Marika Sciamplicotti, positiva nei confronti di una legge che vuole andare a supportare tutti quegli strumenti utili per sconfiggere uno dei mali più odiosi nei giovani della nostra società.

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