I sindaci dei Castelli lanciano l’appello a Renzi: ”Basta con i tagli”

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“Un concreto intervento da parte del suo Governo e di quello regionale sulla quota dei trasferimenti spettanti agli enti locali impossibilitati al 30 aprile a formulare una previsione economico-finanziaria, viste le esigue risorse economiche a disposizione”.

Dieci sindaci dei Castelli Romani (Nicola Marini sindaco di Albano Laziale, Emilio Cianfanelli sindaco di Ariccia, Milvia Monachesi sindaco di Castel Gandolfo, Giovanni Terzulli sindaco di Ciampino, Flavio Gabbarini sindaco di Genzano, Giampiero Fontana sindaco di Grottaferrata, Luigi Galieti sindaco di Lanuvio, Fabrizio De Santis vicesindaco di Marino, Alberto Bertucci sindaco di Nemi, Pasquale Boccia sindaco di Rocca di Papa) scrivono al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al presidente della Regione Lazio,Nicola Zingaretti manifestando tutte le difficoltà nella compilazione dei Bilanci di previsione per l’anno in corso da votare nei Consigli comunali entro il prossimo 30 luglio. Servono maggiori trasferimenti o altrimenti tale fondamentale atto nella gestione economica degli Enti diventa estremamente difficoltoso, mettendo a serio rischio servizi di assistenza sociosanitaria e trasporto pubblico.

Dopo aver ringraziato per la risposta positiva formulata dal Governo alla proposta del presidente nazionale Anci, Piero Fassino – al quale, insieme al presidente Anci Lazio, Fausto Servadio la missiva è indirizzata per conoscenza – in merito alla richiesta di proroga della scadenza per la presentazione, spostata alla fine del prossimo mese di luglio, i sindaci entrano con toni preoccupati nel cuore della questione sottolineando come si sarebbero aspettati “un concreto intervento da parte del suo Governo e di quello regionale sulla quota dei trasferimenti spettanti agli enti locali impossibilitati al 30 aprile a formulare una previsione economico-finanziaria, viste le esigue risorse economiche a disposizione”.

A finire all’indice dei primi cittadini dei dieci comuni castellani “in primis la riduzione dei trasferimenti statali con l’ulteriore decurtazione della quota Imu di spettanza dell’Ente, trattenuta per alimentare il fondo di solidarietà comunale, il mancato versamento da parte della Regione della quota economica per l’indiscussa sopravvivenza di molti malati in Rsa e la riduzione dei trasferimenti in altri settori come ad esempio il trasporto pubblico locale, non ci permettono insieme alle altre restrizioni di poter formulare un benché minimo bilancio di previsione che possa definirsi nel rispetto dei parametri legislativi”.

“Visto lo scarso tempo rimasto a disposizione prima della scadenza fissata il 30 luglio – concludono i primi cittadini – confidiamo in un vostro concreto intervento per rispettare la scadenza al fine di continuare a garantire alla cittadinanza i servizi minimi ed essenziali”.

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