La Ciambella degli Sposi va all’Expo, il prodotto tipico di Rocca di Papa in mostra insieme al Giglietto di Palestrina

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ciambelleROCCA DI PAPA / Attualità – Sabato 10 ottobre anche la Ciambella degli Sposi di Rocca di Papa, riconosciuta prodotto tipico della Regione Lazio dall’Arsial, avrà il suo posto d’onore all’Expo di Milano. Il dolce tipico della tradizione roccheggiana, da tempo legata alle partecipazioni di matrimonio, farà bella mostra di sè all’interno dello spazio espositivo della Cascina Triulza insieme al Giglietto di Palestrina, altro dolce dalla caratteristica forma a giglio.

Grazie alla collaborazione dei forni locali una spedizione di Ciambelle è già partita alla volta della kermesse espositiva mondiale, dove anche Rocca di Papa, con le sue radici culturali e gastronomiche, sarà protagonista.

LA TRADIZIONE – Tonde, croccanti, friabili, con una gustosa spolverata di zucchero in granella: sono le Ciambelle degli Sposi, il dolce tradizionale di Rocca di Papa, inserito nel 2011 nell’elenco dei prodotti tipici della Regione Lazio. La denominazione deriva dall’usanza di legare le partecipazioni di matrimonio a un sacchetto di ciambelle, secondo una quantità ben stabilità. Sei pezzi vanno agli amici e a coloro che non sono invitati alla cerimonia, otto agli invitati e i cugini, dodici agli zii e i nonni, ventiquattro alla comare di battesimo. Nel caso che la comare sia anche zia, si sommano le quantità stabilite e in una busta potrebbero arrivare con i confetti, ben trentasei ciambelle. È poi solitamente un bambino della famiglia a consegnare i dolci benaugurali, ricevendo in cambio una piccola mancia. Un’ usanza unica di Rocca di Papa, con più di due secoli di storia, e oggi più viva che mai, con i forni delle “ciambellaie” sovraccarichi di lavoro soprattutto nel periodo estivo.

Un vero e proprio rito che si è arricchito nel tempo di fantasie e superstizioni popolari. C’è chi dice che la sposa non deve assolutamente prendere parte alla preparazione delle ciambelle perché porta male, chi invece assicura che il matrimonio sarà felice se è la sposa a grattugiare il limone, chi prega mentre sforna i dolciumi sperando che la cottura sia buona. Insomma, generazione in generazione, anno dopo anno, con la ricetta delle ciambelle sono state tramandate anche vecchie credenze e usanze popolari, che rendono ancora più affascinante, oltre che gustosa, questa antica ma attualissima tradizione.

Molti sono i forni del paese, dislocati al centro storico, che ogni giorno inebriano il vicinato con il profumo delle ciambelle appena sfornate. Perché non sono solamente gli sposi a ordinare il prodotto. L’abitudine di mangiare le ciambelle, ottime se inzuppate nel latte, è propria di ogni roccheggiano, che non può non averle nella dispensa, nel formato però più piccolo, che generalmente viene preferito per praticità al formato gigante delle ciambelle per gli sposi. Un patrimonio inestimabile perché frutto delle radici e del folklore della città, un valore anche affettivo  cui tutti i roccheggiani tengono molto, e che è stato riconosciuto a buon diritto dall’Arsial (Agenzia Regionale per lo sviluppo e l`innovazione dell`Agricoltura del Lazio).

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