Un bravissimo Paolo Triestino al Teatro di Rocca di Papa ripercorre la storia su un campo di calcio tra romanisti e madrileni

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ROCCA DI PAPA / Cultura – E’ iniziata alla grande la stagione teatrale nel piccolo-grande Teatro civico di Rocca di Papa: sabato e domenica 24 e 25 ottobre, con un intelligente testo di Giuseppe Manfridi, Paolo Triestino, con ironia ha dimostrato di saper reggere il palcoscenico per un’ora e mezza, usando partite di calcio come metafora per poter raccontare avvenimenti ben più gravi.

Su un palcoscenico con una scenografia ridotta all’essenziale e con l’ausilio di uno schermo usato in momenti opportuni, il bravo attore ha saputo ben coinvolgere il pubblico, realizzando una significativa unione tra storia e sport, avvenimenti storici e avvenimenti sportivi. Si parte dal parallelismo tra l’armistizio firmato l’8 settembre 1943 e una Udinese-Roma 1-1, svoltasi lo stesso giorno, tragedia sportiva della Roma, da poco vincitrice di scudetto; dal ’43 si passa a una data che sconvolge il pianeta: l’11 settembre 2001 allo Stadio Olimpico di Roma va in scena l’esordio in Champions League dei giallorossi con il Real Madrid; nessuno avrebbe mai immaginato che quella data sarebbe rimasta per sempre nei calendari di tutto il mondo.

Lo racconta il protagonista da Il Cairo: fotogramma su fotogramma quella tragedia delle Torri gemelle ruba spazio a quella partita che vede il Real Madrid vincitore sulla Roma. Impietriti gli spettatori di una scena mondiale che vive in diretta l’apocalisse. Lo scontro tra giocatori madrileni e romanisti si ripropone più volte nello stadio del Real, il Santiago Bernabeu, nel quale, ricorda nel suo coinvolgente monologo l’attore, l’Italia sogna nell’82 vincendo la finale della Coppa del Mondo contro la Germania Ovest con un 3-1.

Ancora nel 2008 le due squadre danno spettacolo in una sfida che vede la gloria romanista nella vittoria finale. Romanista il protagonista, romanista l’autore, ma sportivi tutti, anche chi alla Roma preferisce un’altra squadra. Sulla scena il calcio è una metafora che coinvolge anche chi di sport può farne a meno e il messaggio che si trasmette con rispetto scarica adrenalina in chi ascolta: nulla è impossibile. Forza, determinazione, impegno, coraggio sono gli ingredienti che su un campo di calcio, ma soprattutto nella vita possono contribuire a raggiungere la meta e ottenere vittoria.

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