Santangeli e la Grande Guerra sconosciuta: il giorno di Natale soldati nemici posarono il fucile e cantarono insieme

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Oggi l’incontro dello storico roccheggiano con le scuole della città in occasione delle celebrazioni del centenario dallo scoppio del conflitto

La Grande Guerra, a cento anni dallo scoppio, uno degli eventi più tragici della nostra storia contemporanea, è stato l’argomento che ha portato le classi medie dell’Istituto comprensivo “Leonida Montanari” ad incontrare oggi in aula consiliare lo storico Claudio Santangeli, che sull’argomento sta scrivendo un libro con testimonianze, documenti e fatti storici che non compaiono sui libri.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Rocca di Papa per mano del consigliere delegato Fabrizio Castri, ha dato voce ai tanti soldati partiti per il fronte, convinti di affrontare una guerra lampo, e che invece si sono ritrovati intrappolati in un lungo ed estenuante conflitto di posizione, tra anguste, sporche e tetre trincee.

Divagando dal tradizionale libro di testo i ragazzi si sono soffermati sulla letture delle lettere dal fronte, sulla testimonianza reale dei giovanissimi partiti per il fronte, improvvisamente proiettati da una realtà agricola, semplice e serena ad uno scenario di morte e distruzione. Uno dei contributi dei ragazzi si è incentrato, inoltre, sul difficile ruolo dei giornalisti dell’epoca, tenuto lontani dal fronte, quando le notizie  erano ben architettate e tese a coprire le reali perdite.

Dalle attente ricerche dello storico roccheggiano ne esce un conflitto insolito, spesso sconosciuto, fatti e ricostruzioni che hanno come protagonisti gli uomini, le loro storie, le loro emozioni, le loro credenze.

Un fatto su tutti. Era il giorno di Natale del 1914, il primo in piena guerra. Sul fronte occidentale si scontravano truppe tedesche, con quelle inglesi e francesi. Ebbene il 25 dicembre i due fronti iniziarono a cantare inni natalizi e i soldati uscirono dalle trincee incontrandosi in un gesto di straordinaria quanto incredibile umanità, proprio nel mezzo della guerra. I fatti sono documentati dalle lettere inviate alle famiglie da chi aveva vissuto quel momento, testimoniando un accadimento che la “storia nota” non dice ma che aprì all’epoca un orizzonte di luce nell’oscurità del conflitto.

Significativo dell’importanza di questa giornata per i ragazzi il botta e risposta tra Santangeli e uno studente: “Qualcuno conosce il significato della parola guerra?” “Si, morte”, “Giusto, la morte della ragione”.

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