L’Alveare rinnova il suo appuntamento annuale per innovare la castanicoltura e trainare la svolta economica del territorio

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Si respirava un’aria festosa sabato scorso al Centro Internazionale di Spiritualità “Sacro Cuore di Gesù”, familiarmente indicato dai rocchegiani come il convento delle suore del Prato Mancino, ai Campi di Annibale. Un momento che aveva il sapore di incontro tra amici, per l’occasione riuniti intorno a un ospite d’onore di tutto riguardo, prezioso essere vivente, re dei boschi del nostro territorio: il castagno.

Il Convegno è stato introdotto dal presidente dell’Alveare Claudio Botti, il quale ha messo in risalto l’importanza di riflettere e trovare strategie efficaci per curare i boschi, ricavandone ricchezza, nel rispetto dell’ambiente. Per far ciò ha ricordato la necessità di una sinergia che veda il coinvolgimento dei sindaci castellani, della Comunità montana, dell’Università della Tuscia, del Parco dei Castelli Romani, della Regione, Istituzioni tutte rappresentate in questo evento da esperti e relatori.

Presenti, appunto, i sindaci di Rocca di Papa e di Rocca Priora, Pasquale Boccia e Damiano Pucci, quest’ultimo in veste anche di presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani; vi erano anche i rappresentanti delle diverse Istituzioni ed esperti del settore. Sapientemente moderati da Sanzio Baldini dell’Unione nazionale per l’Innovazione scientifica e forestale, essi hanno preso la parola illustrando numerosi aspetti che ruotano intorno al castagno e alla sua economia. Si ragiona in termini di cooperazione gestita in rete, amministrata in modo più responsabile, con un percorso che va dalla produzione al prodotto finito, immesso sul mercato.

Da anni l’Alveare, Enti e Istituzioni cooperano a progetti che portino a una conduzione più efficace con l’intento di valorizzare il territorio. Il convegno di sabato, giunto alla V edizione, è solo un aspetto di tale impegno che questa associazione rocchegiana dimostra: la manifestazione di oggi ha offerto l’opportunità di uno scambio di informazioni, progettazioni e accordi comuni.

Durante la mattinata, gli interventi si sono susseguiti con il contributo dei maggiori esperti italiani, ciascuno competente nel proprio settore e la condivisione dei numerosi cittadini, anche di coloro che non erano addetti ai lavori, è stata positiva: si è giunti alla conclusione che la potenziale ricchezza dei nostri boschi, se elaborata secondo una linea programmatica ben studiata e organizzata senza lasciar nulla all’individualismo e al caso, può essere una garanzia per il futuro dei nostri giovani. Questo comporta una pianificazione che veda nella ricerca e nell’ottimizzazione delle novità in ambito castanicolo, la svolta economica di Rocca di Papa e del territorio circostante. Uniti si vince: la dimostrazione viene anche dalla recente vittoria sul Cinipide Galligeno: la battaglia contro questo insetto cinese, che stava minacciando i nostri boschi di castagno, è stata affrontata negli anni precedenti e vinta con un serio impegno, affidandosi al Torimus, insetto antagonista consigliato dagli esperti. Battaglia sì, ma con mezzi naturali, tenendo sempre ben presente la necessità di un giusto equilibrio dell’ambiente. Proprio come facevano i nostri avi che lavoravano nei boschi, ma li rispettavano, li valorizzavano, li proteggevano, li conservavano sfruttandoli nel giusto modo. Il loro è un insegnamento che faremmo bene a ricordare tutti, sempre.

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