Leonida Montanari, il ragazzo che da Rocca di Papa immaginava la nuova Italia

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ROCCA DI PAPA – Dalla ”lontana” Cesena giunse a Rocca di Papa per motivi professionali e di vita. Dal piccolo e povero paese vide panorami incredibili e all’epoca incontaminati: il lago, i boschi, la città di Roma. E immaginava la rivoluzione. Leonida Montanari era il medico condotto di un piccolo villaggio di case arroccate in cui il duro lavoro tra i castagni e la vita contadina erano le uniche risorse per sfamarsi. Tra i cittadini più disagiati, Leonida si dava da fare più che poteva e ottene il rispetto di tutti per questo. Primo di sette figli, era nato a Cesena il 26 aprile 1800. Pur non essendo di famiglia facoltosa, aveva studiato per riscattarsi e maturare un mestiere. Per intraprendere gli studi di chirurgia, si trasferì a Bologna, ma ne fu espulso nel 1822 per motivi estranei alla lotta politica. Grazie all’interessamento di un nobile, ebbe modo di proseguire gli studi a Roma, frequentando l’università e compiendo il tirocinio presso l’ospedale S. Spirito in Saxia. Nominato medico condotto a Rocca di Papa, a soli 22 anni svolse l’incarico con competenza e passione, ponendosi completamente al servizio di una popolazione bisognosa di cure costanti.

Quelli sono anni di passione e di fermento. La gioventù italiana è infervorata da ideali repubblicani e socialisti, unitari e patriottici. E’ il prologo a quelli che saranno gli anni del ’48 e ’49, ma nessuno lo sa. Montanari aderisce alla carboneria e frequenta una sorta di circolo fondato da un un altro ragazzo bresciano, Angelo Targhini, figlio del cuoco di papa Pio VII. Una sessantina di aderenti in tutto, tra borghesi e figli del popolo. Un nucleo di sovversivi nel cuore del potere temporale governato da Papa Leone XII. All’inizio del 1825 la vendita, distrutta da numerose defezioni, non annoverava oramai che pochi membri. In un clima di sospetti, nella notte del 4 giugno 1825, mentre passeggiava in compagnia di Targhini, uno degli aderenti alla setta, ritenuto una spia, fu ferito con un colpo di coltello. La reazione delle autorità fu immediata. Targhini stesso e gli altri appartenenti alla setta furono tratti agli arresti. Poi toccò anche a Montanari. Durante la latitanza, la polizia aveva fermato anche il padre e i fratelli in quel periodo residenti a Rocca di Papa.

In un processo senza prove e pieno di delazioni e dissociazioni, le autorità inquirenti ritennero che l’esecutore materiale del reato fosse proprio Montanari, il quale fu condannato, assieme con Targhini, alla pena di morte per ”taglio della testa”. La duplice esecuzione ebbe luogo la sera del 23 nov. 1825 a Roma, a Piazza del Popolo, davanti a migliaia di persone. In una città priva di vita, era quello l’unico spettacolo popolare. I due corpi furono quindi seppelliti lungo il Muro Torto, in terra sconsacrata e adibita a cimitero per prostitute, assassini, ladri. Un severo monito a quanti chiedevano di sovvertire il potere in essere.

La morte dei due carbonari non rimase dimenticata. Nel 1835 una nuova associazione carbonara fu a loro dedicata, mentre la fossa ove erano stati sepolti fu per lungo tempo meta di omaggi floreali. Dopo l’unità d’Italia, l’associazione Giuditta Tavani Arquati appose una lapide a piazza del Popolo, ancora ben visibile. Fu tuttavia il film ”Nell’anno del Signore” di Luigi Magni a rendere celebre la vicenda.

Neanche Rocca di Papa ha dimenticato mai il suo protagonista del Risorgimento. L’attuale Istituto Comprensivo scolastico della città porta il suo nome. Due lapidi ricordano le sue gesta su Corso della Costituente e una via del borgo storico gli è stata dedicata molti anni fa. E forse non è un caso che proprio da Rocca di Papa, nel 1855, parti quel breve moto repubblicano che sancì una dei pochi strappi dal potere papalino dell’epoca. Il ragazzo che dall’alto immaginava un’altra Italia, più libera, democratica e indipendente, ha visto concretizzarsi solo più tardi la sua battaglia. Oggi rimane solo il ricordo, che a distanza di 190 anni non ha fatto perdere le sue tracce nella memoria della città.

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