”Caro Babbo Natale…”

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Rocca di Papa – Le riflessioni di una cittadina

”Caro Babbo Natale,

sai, è dicembre, inverno che stenta a far venire brividi di freddo, tempi di auguri e baci, solitudine camuffata negli sguardi e tanto bisogno di amore.

Sai, leggo e non leggo, scrivo e non scrivo, matassa di racconti di vita, davanti alle fiamme di un caldo camino…. si…leggo….qualcosa di bello e travolgente… i versi di Gianfranco Botti ”te pare bellu”? Una delle cose più belle roccheggiane che io abbia mai letto, piramide di classe nel descrivere l’amore e il dolore che si tinge di assoluto per quell’altra sua metà, la sua amata compagna di vita staccatasi da lui troppo prematuramente … Sai, succede raramente nell’universo che due vite combacino così… non posso che chinarmi davanti ad un talento simile, il suo, che sa dare colore nel soffrire, con quel roccheggiano doc, così perfetto, così armonioso…

Pensaci te, Babbo Natale, a cucire con un filo di neve queste ferite che non si chiuderanno mai, ma che avranno sempre la dignità nella sofferenza

Sai, nella mia tumultuosa esistenza, vorrei il sole anche negli anni più bui.. Riassunto di un anno in un’esplosione di luci colorate che, imbarazzo la mia solitudine sulle strade a spiare la felicità nelle finestre, io che, mi definisco felice…

Sai, il cuore mio vagabondo raccoglie la tristezza dei barboni per i quali vorrei che l’incanto di Natale posi la serenità sulle loro fronti…

Sai, in quel frangente, quando nasce Gesù, vorrei essere lo spirito del bene, la fatina dell’impossibile, nascosta sotto le tavole imbandite per il cenone, sulla tovaglia rosa vorrei far cadere come petali parole invisibili, viste però dallo sguardo interiore di ognuno di noi, semplici parole piegate sull’onda dell’aria ma tumultuose come un torrente che portano la gioia….

Sai, babbo Natale, non voglio regali per me, voglio che mi aiuti a posare nel cuore della gente il pensiero che stiano in salute che amino e amino ancora, che diventino semplici e umili come le ali di farfalla baciate dal vento, che tendono la mano a chi ne ha bisogno, che dimenticano sotto i ponti la cattiveria, l’invidia e tant’altro…e poi… se rimane qualcosa nel tuo sacco delle meraviglie, ti prego, porta a tutti quanti conosciuti e non, il mio affettuoso augurio di bene, come una scia che segue i tuoi passi nell’immensità del tempo.

Un abbraccio”

                                                                                                                                                                         Florentina

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