Quel panorama dal Belvedere, offuscato dal PM10

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La città di Roma, vista da Rocca di Papa, sa essere bellissima, appetibile, piena di luci e di tramonti sfolgoranti. Non si avverte nulla del marciume e degli scandali. Ne possiamo sentire solo l’odore, al massimo. Ma affacciandoci da quello che Massimo D’Azeglio pensava fosse un panorama mai visto, da qualche giorno vediamo anche ciò che l’uomo sa produrre, l’inquinamento che copre tutto e forma una striscia inquietante e sempre più stratificata di polvere, una linea che in questi giorni ci ha fatto ricordare che il nostro è un mondo da cambiare in meglio, ripensando le nostre abitudini. Perchè se due mesi di mancate precipitazioni distruggono una visuale, bendandola di colori grigi, vuol dire che stiamo uccidendo non solo il paesaggio, ma anche il nostro futuro, la nostra salute, quella dei nostri figli. Ancora ieri, nonostante le targhe alterne, i valori di PM10 a Roma erano oltre i limiti. Per i primi giorni dell’anno è prevista pioggia. Sarà la salvezza. Le polemiche svaniranno e non se ne parlerà più. Fino al prossimo allarme, magari in primavera o in estate.

La meraviglia della nostra vita è anche assistere allo spettacolo della Città Eterna da lontano. Di notte. Di giorno. Col sole. Con la pioggia. Ma ricordiamoci che la conquista più grande sarà respirarla senza aver timore di nulla.

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