Lo stretto dei Dardanelli, i kamikaze e il sangue di innocenti vittime di ignote strategie

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IL GRILLO / Fondi di Caffè – Il comandante della spedizione Ian Hamilton a bordo della sua nave attraccata ben al largo, al sicuro, chiese più uomini per arginare una disfatta dagli indicibili costi umani, mentre orde di militari inglesi, francesi, australiane e indiane si erano arenate in una inutile quanto sanguinosa guerra di trincea contro gli avversari turchi, di gran lunga sottovalutati.

Era il 1915 quando il Consiglio di Guerra britannico accolse la proposta di Churchill di aprire il fronte verso lo stretto dei Dardanelli, l’imboccatura che collega il Mar Egeo ed il Mar di Marmara, strategica per l’accesso al Mediterraneo e per stringere da sud l’Impero ottomano e dunque le Potenze Centrali.

I calcoli fatti a tavolino furono ben smentiti dai fatti. Che il numero facesse potenza non era più vero da un pezzo. Nel tentativo di sbarcare su alte e difficili scogliere, le navi alleate si trovarono presto a portata di tiro delle artiglierie turche, decimate anche da diverse barriere di mine. Tra morti e feriti, le perdite complessive assommarono a 250 mila uomini: la metà del mezzo milione di soldati inviato a Gallipoli. Non ci fu altra soluzione che la ritirata e la messa agli annali di una strategia fallimentare e poco concreta, che dalle segrete stanze emanò solo odore di morte.

Domenica era Pasqua, messaggi di pace e di speranza si sono levati da ogni fronte, così vuole la tradizione. Eppure una Pasqua insanguinata per tanti. 72 morti e 340 feriti sarebbe il bilancio dell’attentato kamikaze al parco di Lahore, in Pakistan, che fa eco a quello all’aeroporto e alla metro di Bruxelles di pochi giorni fa. Forte è ancora nella memoria il disastro di Parigi, al Bataclan e in altri luoghi della città francese, tutti in una sera. Scene di morte che dal fronte arabo-israeliano minacciano tutto il mondo occidentale e la paura dilaga. La paura e il sangue.

E mentre si inneggia alla pace e alla necessità di rispondere al terrorismo non chiudendosi in casa, prosegue il gioco al massacro di chi, seduto su comode sedie, persegue con strategie che nascondono ai più le vere coordinate.

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